Sospesi alcuni esami per i donatori, per l’Avis è tutto sotto controllo

Meno esami al centro trasfusionale e qualche donatore inizia a preoccuparsi.  C’è chi, infatti, ha segnalato a Il Germe la sospensione

di alcuni analisi che prima venivano effettuate costantemente preoccupandosi, probabilmente, che il sangue non attraversi tutto l’iter dei controlli necessari a garantirne la buona qualità. Alcuni esami, in realtà, possono essere sospesi perchè ritenuti non essenziali o, nel caso di seconda donazione in un anno, ritenuti superflui per il donatore nei fatti costantemente sotto controllo. È il caso dell’elettrocardiogramma, che viene effettuato una volta l’anno, o l’esame delle urine. A spiegare quanto accade all’interno dei centri ospedalieri è il presidente dell’associazione pratolana, Sergio Paolucci, molto attiva nel campo.

Ciò che accade, in sostanza, è che se un esame è ritenuto importante o un donatore presenta indizi di patologie vengono effettuati tutti gli accertamenti del caso, ma la linea generale adottata sembra essere quella di una certa ottimizzazione delle spese. L’emocromo, ad esempio, si effettua sempre e, allo stesso modo, vengono rispettate tutte le prescrizioni come quella ad esempio di non far donare chi è stato a Roma nell’ultimo periodo a causa della zanzara Chikungunya, portatrice di alcune infezioni.

D’altronde la responsabilità delle donazioni che vengono effettuate nei centri sono tutte del medico presente  in quel momento e chi mai rischierebbe di raccogliere del sangue non sicuro. L’altra faccia della medaglia sarebbe troppo catastrofica per non prestare la giusta attenzione al donatore e, successivamente, alle sacche di sangue che, nel caso di Sulmona, passano poi all’analisi del laboratorio centrale dell’Aquila. Anche perchè i pazienti ai quali andrà trasfuso sono soggetti a rischio e mai si potrebbe pensare a mettere ulteriormente a repentaglio la loro vita.

Insomma, via libera alle donazioni, che ce n’è sempre un gran bisogno.

Simona Pace

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