Sospetto caso di Covid per infermiera. Casini chiede più tamponi

Un’infermiera di quarant’anni di Sulmona, lavoratrice di una clinica privata, è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano per un sospetto caso di Covid-19. Le è stato effettuato il tampone e solo i risultati potranno chiarire se è avvenuto o meno il contagio. L’infermiera già da qualche giorno si era assentata dal lavoro perché aveva accusato dei sintomi influenzali, vista la situazione si è deciso per il  trasferimento ad Avezzano dove è stata presa in carico dai sanitari.

Intanto la sindaca di Sulmona Casini chiede più tamponi per la popolazione: “E’ fortemente necessario e urgente eseguire i tamponi a partire dagli operatori sanitari, affinché sia applicata una efficace prevenzione contro il contagio da coronavirus nel nostro territorio. Il sospetto contagio di un operatore sanitario, in forza a una clinica privata , richiama ancora di più oggi la necessità di accelerare  le misure precauzionali per un monitoraggio teso a contenere la diffusione del virus nella nostra comunità. La Valle Peligna ad oggi va protetta, ancora di più in seguito alle dichiarazioni dell’assessore regionale Nicoletta Verì circa un raddoppio dei contagi che si attenderebbe entro fine mese. Le figure sensibili vanno assolutamente tutelate sia per il loro bene che per preservare la salute dell’intera comunità. 

“Siamo sempre più convinti – continua Casini – che contenere la diffusione del contagio passi attraverso una massiccia azione di prevenzione con la somministrazione dei tamponi partendo proprio dagli operatori sanitari, i quali sono più esposti, per poi interessare tutti coloro che svolgono attività di pubblica utilità, come le Forze dell’Ordine, gli addetti al commercio della filiera agroalimentare e farmaceutica, i dipendenti a contatto con l’utenza, gli amministratori pubblici che in questi giorni stanno svolgendo un lavoro importante. È necessario proteggere il territorio in questa fase è una misura preventiva urgente e fondamentale per poter uscire al più presto da questa drammatica situazione di emergenza nazionale senza precedenti”.

14 Commenti su "Sospetto caso di Covid per infermiera. Casini chiede più tamponi"

  1. Santino giraffa | 25 Marzo 2020 at 12:24 pm | Rispondi

    Come si voleva dimostrare, clinica privata, mmm non ci vuole un sapientone a capire di quale struttura trattasi. I colleghi dell’operatrice sanitaria sono stati avvisati? Sono stati messi in quarantena preventiva? Almeno fino all’esito dei tamponi che se nella peggiore delle ipotesi risultasse positivo, tali colleghi che magari continuano ad operare, avranno contagiato anche i loro familiari. Vogliamo sapere!

  2. Oddio ,povera criatura ,gli ha preso l’influenza come l’anno scorso!!! E ci arrangiamo un titolo da prima pagina.. Facciamo il punto.Sono mostri miscredenti terribilmente spaventosi tutte quelle genti meridionali che credono a questo virus per come viene promosso dal governo. Un moderno Cattolico Romano che crede fermamente con luminosa ragione non può assolutamente accettare ,PROPRIO PER FEDE,la esistenza pagana di un organismo naturale completamente nuovo, sorto per metamorfosi come nelle opere di Ovidio.Questo virus se esiste deve,PER LEGGE DI DIO, procedere per evoluzione, perciò non può essere assolutamente altro od assolutamente diverso dai suoi precedenti simili. Quindi i rimedi e le cure non sono molto diversi da quelli esistenti ,ergo,sono ,SE VOGLIONO, già a disposizione. Mi meraviglio come nessun Cardinale o nessun Vescovo della CEAM creda effettivamente in Nostro Signore Gesù Cristo, se rimasti irretiti nelle loro silenziose mentalità pagane.

    • «Mascetti: Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?
      Vigile: Prego?
      Mascetti: No, mi permetta. No, io… scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribàcchi confaldina? Come antifurto, per esempio.
      Vigile: Ma che antifurto, mi faccia il piacere! Questi signori qui stavano sonando loro. ‘Un s’intrometta!
      Mascetti: No, aspetti, mi porga l’indice; ecco lo alzi così… guardi, guardi, guardi. Lo vede il dito? Lo vede che stuzzica? Che prematura anche? Ma allora io le potrei dire, anche con il rispetto per l’autorità, che anche soltanto le due cose come vicesindaco, capisce?
      Vigile: Vicesindaco? Basta ‘osì, mi seguano al commissariato, prego!
      Perozzi: No, no, no, attenzione! Noo! Pàstene soppaltate secondo l’articolo 12, abbia pazienza, sennò posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura…
      Mascetti: …senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapìa tapiòco.
      Perozzi: …dopo…»

  3. azzo Frank, stai proprio fulminato…:))

  4. Mica poco urgente tampone!!!!

  5. Non riescono ad avere mascherine figuriamoci fare i tamponi… la supercazzola perfetta …

  6. Non saprei definire questa classe politica che lascia infermieri e medici e operatori sanitari senza protezioni in questa pandemia. È veramente una vergogna!!Che dio salvi questi eroi che anche con protezioni minime rischiano la loro vita per salvare le nostre.

  7. Un grande abbraccio a tutti gli operatori sanitari.a differenza dei politici,siete l’orgoglio dell’Italia… Bravissimi!!

  8. La situazione è gravissima, per la redazione indagate, sono stati messi in atto protocolli idonei alla verifica del personale e famigliari che sono stati a contatto con l’infermiera? Poi il fatto che sia stata trasferita nel reparto di malattie infettive di Avezzano, non fa altro che alimentare dubbi.

  9. Nella Clinica (una ce n’è a Sulmona)… è stato ricoverato un signor di Bergamo per fisioterapia ..perché ci costringono a casa ma intanto per i presidii covid-19 free instituiti dalla nostra cara sindaca riceviamo contagiati da Castel di Sangro (senza misure preventive e che doveva essere trasferito a L’Aquila)e le cliniche private fanno fisioterapia ai signori di Bergamo (zona strarossa)…quindi per tirare le somme:cara sindaca che ci recludi a fare ,andando anche contro il decreto nazionale, se poi facciamo entrare gente dalle zone a rischio? E in questo articolo dovrebbero dire anche che la “povera infermiera” andrebbe denunciata visto che ,a quanto pare, si sia recata direttamente in ospedale senza chiamare nè il 118, né il 112 e senza chiamare il medico curante per la febbre alta….e la cosa più sconcertante è che si tratti di un operatrice sanitaria…bravi tutti…che cazzo (scusate i termini) sto a fare a casa se poi l’andazzo è questo? Io non ho più parole

    • dimenticavo di dire che ,sembra anche che il direttore della clinica non voglio nemmeno far fare i tamponi agli addetti ai lavori ,ai dipendenti perché a spese dell’azienda …..ditemi voi…. ovviamente le mie non sono affermazioni ma ipotesi (ipotesi ben fondate).

      • Sembra che la ragazza sia stata prelevata a casa ,quindi mi scuso per il commento inopportuno ma sapevo diversamente

    • Direttore sanitario | 25 Marzo 2020 at 8:14 pm | Rispondi

      Quindi sta dicendo che era ricoverata una paziente di Bergamo? Qui deve intervenire la magistratura e fare luce su tutto.

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