
Un anno e quattro mesi di reclusione: tanto costa a Simone Presutti (23 anni) la detenzione a fini di spaccio di tre chili di hashish, pronti per essere immessi nel mercato della droga. Il giovane sulmonese è stato condannato (con pena sospesa) questa mattina, in primo grado, dal gip del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli. Presutti era stato arrestato lo scorso 1 marzo in flagranza di reato dai carabinieri della Compagnia di Sulmona.
I militari dell’Arma, assieme al nucleo operativo, avevano fermato il ventitreenne durante i controlli sul territorio. Dalla perquisizione domiciliare era emersa la sostanza stupefacente, già suddivisa in panetti, pronti allo smercio. Oltre all’hashish, i carabinieri avevano recuperato anche un bilancino di precisione e del materiale utile al confezionamento della sostanza.
Assolto per insufficienza di prove, invece, Franco Ciavattone, anch’esso accusato di spaccio. Ciavattone era stato fermato dai carabinieri sulmonesi quasi un anno fa, il 13 gennaio. Fu lo stesso uomo a consegnare spontaneamente tre grammi di cocaina.
I militari erano risaliti a lui dopo aver fermato una donna nei pressi del suo capannone con meno di un grammo della stessa sostanza. Per lui erano scattati i domiciliari, revocati dal Tribunale del Riesame dell’Aquila. Nel corso del processo non è emersa alcuna prova. Per questo è arrivata la sentenza di assoluzione come richiesto dall’avvocata difensore, Silvia Iafolla.
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