
Pene sensibilmente ridotte in secondo grado per Andrea e Aldo Ferrera, padre e figlio di 48 e 22 anni, residenti a Pratola Peligna, ritenuti responsabili degli atti intimidatori avvenuti tra il 2023 a Pratola Peligna e Raiano. La Corte d’Appello dell’Aquila ha infatti riformato la sentenza emessa dal Tribunale di Sulmona nel maggio 2024, ridimensionando in modo significativo il quadro accusatorio.
I giudici hanno condannato il padre a due anni e quattro mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 6.750 euro, mentre per il figlio è stata stabilita una pena di due anni di reclusione, con sospensione condizionale, e una multa di 6.216 euro. In primo grado le condanne erano state decisamente più severe: quattro anni e dieci mesi per il 48enne e tre anni e otto mesi per il 22enne.
La riduzione delle pene è legata all’esclusione della recidiva per entrambi e, soprattutto, alla caduta dell’accusa di ricettazione nei confronti del figlio, assolto su questo specifico capo d’imputazione. L’accusa resta invece in piedi per il padre, in relazione al porto abusivo di arma clandestina, aggravato dall’abrasione della matricola.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Andrea e Aldo Ferrera sarebbero i responsabili degli spari contro i portoni di alcune abitazioni avvenuti il 4 febbraio 2023 a Pratola Peligna e il 20 maggio dello stesso anno a Raiano. In entrambe le occasioni sarebbero stati esplosi tre colpi di pistola, in quello che gli inquirenti hanno definito un chiaro gesto intimidatorio.
La svolta nelle indagini era arrivata nel luglio 2023, quando i carabinieri del nucleo operativo avevano fermato e arrestato il 48enne, trovato in possesso di una pistola calibro 7.65 all’interno dell’auto. Le successive analisi balistiche condotte dal Ris avevano accertato la compatibilità dell’arma e dei proiettili con quelli utilizzati negli episodi di febbraio e maggio.
Sulla base di questi elementi, nell’ottobre 2023 padre e figlio erano finiti in manette con le accuse di esplosione di colpi d’arma da fuoco, porto abusivo di arma clandestina e ricettazione. Quest’ultima imputazione è stata però esclusa in Appello per il 22enne.
Secondo i carabinieri, all’origine degli atti intimidatori vi sarebbe stata una banale diatriba tra giovanissimi, degenerata nel tempo fino a sfociare nei colpi di pistola esplosi contro le abitazioni dei presunti rivali. Il giovane Ferrera risulta inoltre coinvolto in un ulteriore procedimento per l’incendio dell’auto appartenente alla madre di un rivale, avvenuto a Raiano il 15 ottobre 2023, episodio per il quale è già stato rinviato a giudizio.
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