Spazio Ovidio, l’ultimo incarico nel pozzo senza fondo

E’ l’ultimo incarico, si spera. L’ennesimo capitolo della storia infinita di Spazio Ovidio, un luogo di attrazione turistica e culturale con al centro un pozzo senza fondo che ha visto versare dentro la struttura centinaia e centinaia di migliaia di euro. Doveva essere pronta da anni, con la promessa solenne, fatta dalla sindaca Casini al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad aprile del 2017, che sarebbe stata inaugurata nell’autunno di quell’anno. In omaggio e in tempo per il Bimillenario Ovidiano.

E invece, Mattarella probabilmente lo Spazio aperto, almeno da Presidente della Repubblica, rischia di non vederlo: i lavori strutturali sono infatti terminati, e dopo gli arredi, ora tocca capire cosa e come riempirlo.

Per dirimere la questione, così, l’amministrazione Casini con un colpo di coda di fine mandato, ha dato un incarico professionale all’architetto Raffaele Giannantonio, che Ovidio e il Bimillenario, d’altronde, conosce bene, per essere stato responsabile della commissione che distribuì i 100mila euro (gli unici che si sono visti finora) dati dalla Regione per le celebrazioni.

A Giannantonio andranno 7500 euro, al netto del ribasso, per “l’incarico scientifico relativo alla curatela e ricerca scientifica per i contenuti storico-culturali per i lavori di Completamento allestimento aree espositive SpaziOvidio”.

In altre parole dovrà occuparsi di scegliere cosa mettere dentro i 500 metri quadrati al primo piano dell’ex convento di Santa Caterina.

Nella determina non sono indicati i tempi di consegna, anche se dal Comune fanno sapere che sono in via di completamento le aree espositive e che a fine mese dovrebbe essere approvato il progetto.

Ci sarà poi però da appaltare i lavori e poi realizzarli: fino almeno al 2022, insomma, lo Spazio resterà chiuso.

Sulla struttura, oltre ai soldi per la sua ristrutturazione e messa in sicurezza (partiti più di dieci anni fa), sono stati erogati 250mila euro dalla Camera di Commercio per l’allestimento degli spazi espositivi e altri 387mila euro dalla Regione per il loro completamento, fondo dal quale arrivano anche i soldi per l’incarico a Giannantonio.

L’ultimo, si spera, di una lunga serie.

1 Commento su "Spazio Ovidio, l’ultimo incarico nel pozzo senza fondo"

  1. Qualcuno potrebbe spiegare perché dovrebbe chiamarsi SpaziOvidio e non Casa di Ovidio ? A quale logica risponde la scelta ?

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