
Saranno in centoventi a darsi battaglia, nel vero senso della parola visti i posti disponibili, per le due unità di personale da introdurre nell’Ufficio dello Staff del sindaco. Oggi, in albo pretorio, è stata pubblicata la determina che ammette con riserva i candidati per i posti in gioco: entrambi a tempo parziale di 66,66% (24 ore settimanali) e di 33,34% (12 ore settimanali).
L’Ufficio di Staff dovrà supportare il Sindaco, Luca Tirabassi, nell’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo. I contratti decadranno con il termine mandato del primo cittadino. La determina dispone quindi l’ammissione con riserva dei 120 candidati e l’espletamento degli adempimenti consequenziali.
I membri, per i quali è stata raddoppiata (o meglio, smezzata) la poltrona, dovrebbero insediarsi in quel di palazzo San Francesco tra non più di una settimana. Insomma, il tempo di comparare “i curricula formativi e professionali dei candidati”, per scegliere i collaboratori, come previsto dal bando.
Il sindaco, in realtà e in rispetto delle leggi (poiché incarico fiduciario), avrebbe già scelto i due che lo affiancheranno. Con buona pace degli altri 118 in lizza per un posto in Comune. Una addetta, come ammesso dallo stesso primo cittadino, ricoprirà il ruolo della cura della comunicazione e, verosimilmente, sarà Giuliana Susi, già responsabile sotto la giunta di Annamaria Casini nonché nello staff, fino a poche settimane fa, della Vice Presidente del Consiglio Regionale, Marianna Scoccia che ha sostenuto proprio la candidatura di Tirabassi con la lista “Noi Moderati”.
A lei dovrebbero andare le 24 ore settimanali per un totale di spesa di 22.638,09 euro l’anno. Il resto (la parte amministrativa) spetterà, probabilmente, a Carlo Gargaro, già segretario dell’Ordine forense con a capo, guarda un po’, il sindaco Luca Tirabassi.
Tutti gli uomini del presidente, insomma.
Sembra di assistere ai cambi di direzione nelle testate di Angelucci.
Per primo: è GargaRo,
e non con la ENNE,
sennò è il Gargano
dal turismo perenne.
Secondo: se’l può,
a norma di legge,
nominare chi vuo’,
perché tante ugge ?
Eppoi “guarda un po’ “,
quasi paia un po’ strano,
ma inver già si sa
del caso nostrano…
E la “buona pace”
degli altri alla lizza
non c’era, e verace,
quand’altra era lista ?
O forse Di Piero,
o prima di lui,
sceglievan davvero
vincitore di cui
il nome vinceva
in concorso ufficiale,
e non si sceglieva
a fiducia locale ?
E infine è gente
che almeno sa fare:
di questo si sente
davvero mancare !!!