Stese un poliziotto che aveva rimproverato il figlio. Arrestato trentenne di Sulmona

Lesioni aggravate dai futili motivi: un soggetto socialmente pericoloso, per il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Marco Billi, che ieri ha disposto l’arresto, con la misura dei domiciliari, a carico di Francesco Campellone, trentenne di Sulmona, padre non proprio di esempio per il figlio undicenne.

La storia è quella del 15 dicembre scorso, quando un ragazzino di undici anni venne redarguito da un poliziotto in borghese (socio di un esercizio commerciale di corso Ovidio) per aver esploso un petardo dentro una fioriera che si trovava davanti al negozio.

“Che vuoi fare a botte” si sentì rispondere dal ragazzino il poliziotto, il quale, subito dopo, non ancora ripresosi da quella risposta, venne raggiunto, da dietro, da un pugno in pieno volto. Un colpo scagliato con estrema violenza che causò alla vittima una frattura agli zigomi, costringendolo ad un delicato intervento maxillo-facciale al San Salvatore dell’Aquila per una prognosi di oltre quaranta giorni.

Campellone dopo l’aggressione, anche a seguito dell’intervento di alcuni poliziotti, fuggì lasciando il figlio sul posto, tanto che gli inquirenti avevano ipotizzato anche il reato di abbandono di minore (ipotesi però non raccolta dal giudice).

Le indagini compiute dalla squadra volante della polizia (ufficio controllo del territorio) hanno portato così dopo quasi due mesi a ricostruire un quadro indiziario e un profilo dell’aggressore dettagliato, tanto da convincere il procuratore Stefano Iafolla prima e il giudice per le indagini preliminari poi, a richiedere e a firmare un’ordinanza di custodia cautelare.

Campellone, difeso dall’avvocato Alessandro Scelli, resterà ai domiciliari ora almeno fino all’interrogatorio di garanzia (verosimilmente la prossima settimana), quando cioè dovrà spiegare al giudice i motivi, se ci sono, di una reazione così violenta per un fatto così banale.

Un episodio che aveva sollevato molta indignazione in città e che aveva provocato anche la reazione del sindacato di polizia.

 

1 Commento su "Stese un poliziotto che aveva rimproverato il figlio. Arrestato trentenne di Sulmona"

  1. In galera! Perché ai domiciliari?
    Rompe la faccia ad un poliziotto e per punizione lo tengono a casa, con la mogliettina.
    Magari stipendiato senza lavorare… Si possono aggredire le persone pagando con i domiciliari! E stiamo , peraltro, sicuri che li rispettino?

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