Stipendi Saca, il Cda si difende: “Stiamo facendo il possibile”

“Abbiamo già informato i soci, sia nel corso dell’assemblea di dicembre che con una lettera inviata nella giornata di ieri, ed i sindacati, nel corso di una riunione tenuta il mese scorso, che l’aumento del costo dell’energia elettrica ha toccato livelli storici inimmaginabili che segnano un rialzo di oltre il 120%, valori che per un’azienda come Saca SpA comportano un aumento di circa 3 milioni di euro. Nessun analista aveva previsto questa situazione del tutto straordinaria che si è ulteriormente aggravata a causa del conflitto in Ucraina”.

Così il consiglio di amministrazione Saca risponde alle critiche ricevute in questi giorni da sindaci e sindacati, sulla decisione di erogare solo mezzo stipendio ai dipendenti per pagare le bollette: “Non si tratta di una decurtazione, né di stipendi dimezzati” ribadisce. Piuttosto un prestito forzoso, insomma. Il che, certo, non rende meno grave e disagevole l’effetto sulla vita quotidiana dei settantatré dipendenti della partecipata.

Il Cda, dice, non è nel frattempo rimasto a guardare: “Abbiamo attivato la richiesta per l’applicazione del credito d’imposta che può valere da 200 a 400mila euro; l’erogazione di un finanziamento da 1,5 milioni di euro; l’applicazione delle misure previste da Arera che saranno emanate definitivamente entro il 25 maggio prossimo e che nello specifico prevedono:
una anticipazione tariffaria (a conguaglio a settembre/ottobre) secondo la formula 0,25xcosto energetico 2020, quindi di circa 500.000,00 euro e
una anticipazione finanziaria, concessa da CSEA (Cassa per i servizi energetici) che verrebbe erogata entro luglio 2022 da commisurare secondo la formula 0,35xcosto energetico 2020, quindi pari a circa 800.000,00 euro”.

Quanto basta sostiene Saca per arrivare a fine anno.

“Inoltre, ci preme ricordare, come questo consiglio di amministrazione ha avviato l’intervento di efficientamento energetico dell’area dei Comuni dell’Alto Sangro, con un investimento complessivo di quasi 2 milioni di euro per ridurre il consumo delle aree a più alta intensità energetica.
Abbiamo, inoltre, insieme agli altri gestori della Regione- conclude il Cda Saca -, sensibilizzato la giunta regionale ad affrontare con rapidità e decisione questo problema che investe tutte le realtà territoriali e che necessita, in caso di mancata risposta da parte del regolatore nazionale o di una mancata discesa dei prezzi, di una efficace azione di coordinamento e di strumenti straordinari”.

In attesa, però, le bollette le pagano i dipendenti.

3 Commenti su "Stipendi Saca, il Cda si difende: “Stiamo facendo il possibile”"

  1. Ma perché si difendono? Se hanno detto che la “decurtazione temporanea dello stipendio” è per tutti i dipendenti, tutti sono coinvolti, dall’Amministratore Unico a scendere e non dimentichiamoci che “tutti abbiamo famiglia”, anche loro!

  2. sarebbe interessante conoscere come le società omologhe hanno affrontato gli effetti del maggior costo energetico.

  3. Incredibile… un minestrone di di cose scollegate fra di loro, numeri buttati a caso per fare volume… Spero che alla fine gli stipendi ai dipendenti vengano restituiti, per il resto chi è che dovrà sanare i conti mettendo mano al portafogli s’è già capito, sempre il solito Pantalone!

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