Sulle note del Germe

Trecentosessantacinque giorni di notizie racchiuse in appena due ore di spettacolo. Non è semplice, seppur il dono della sintesi dovrebbe essere innato per chi si professa giornalista. Eppure anche quest’anno il Cinema Pacifico è tornato a riempirsi. E pensare che trent’anni fa non c’era nemmeno una sala cineatografica per proiettare Parenti Serpenti. Il lungometraggio di Monicelli, tra sketch e musiche, è stata la cornice che ha riempito un quadro variopinto, ricco, eterogeneo.

Un sold out atteso, che ripaga e dimostra l’affetto che i lettori (ieri spettatori) ripongono nella nostra testata sia quotidianamente, sia durante quegli eventi che durante l’anno trasportano l’intera redazione sul palcoscenico, lasciando da parte il taccuino per le interviste.

Ad aprire la serata sono state le storie, quelle radicate nel territorio, ancorate nel terreno abruzzese. Quella restanza narrata da Savino Monterisi e immortalata nell’infinità di un attimo da Andrea Calvano. Sul palco sono giunti i protagonisti dei trimestrali del 2022: Francesco Mammola e Davide Nanni. Il primo ha incantato con le note del proprio mandolino, che hanno viaggiato da New York a Sulmona. A trasportarle è stato il vento della passione musicale di Mammola, che le ha congelate nel suo angolo di paradiso di Pescocostanzo. Nanni, invece, ha riportato i gusti della propria terra a casa, divenendo tutt’uno con la natura di Castrovalva e spiccando un volo, social, dal nido dell’aquila della valle del Sagittario. Assente, per motivi personali, Mariapaola Di Cato, vignaiola di Vittorito che ha portato i propri vini nel mondo.

Chi il mondo è in procinto di girarlo, visto il grande successo riscossa ad Italian’s got talent, sono i Keet & More, i quali hanno interpretato “L’anno che verrà” a inizio serata. Il gruppo, composto dai sulmonesi Mario Rea, Luca Del Rosso, a cui si aggiunge Lorenzo Spinato da Sora, intervistato da Anna Spinosa, ha spiegato come sia nata la passione per la propria musica, rivelando di essere al lavoro su nuovi singoli (in lingua italiana), tra cui un pezzo ispirato a Sulmona dal titolo “Cinque e mezza, piazza Garibaldi”.

La musica ha trasportato sul palco il personaggio dell’anno de IlGerme, al quale è stata dedicata anche la copertina dell’annuario distribuito in sala: Paolo Cavallone. Compositore sulmonese, 47enne, che con le sue note ha oltrepassato ogni confine con musiche eseguite alla Zipper Concert Hall a Los Angeles; Merkin Concert Hall a New York o al Samida Musik Capitol di Stoccolama. Un vero e proprio ambasciatore sulmonese, il miglior biglietto da visita che una città candidata a capitale della cultura possa mostrare. Cavallone dopo aver eseguito la Sonata n. 2 op. 35 “Marcia funebre” di Fryderyk Chopin, è stato premiato dal sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero.

Dal pentagramma si è passati al microscopio, con il premio innovazione scientifica dato a Giulia Mancini, intervistata da Valerio Di Fonso. La 27enne è dottoranda e ricercatrice presso l’Università di Pavia. Giulia, assieme alla sua collega Irene Arnoldi, ha scoperto la proteina e il recettore che portano le zanzare a pungere l’uomo. La ricerca è stata pubblicata dalla prestigiosa rivista scientifica Current Biology. La sua premiazione è stato un vero e proprio passaggio di consegna, con Claudia Pingue (personaggio dell’anno 2020) a consegnare il premio. A cucire la serata, assieme al direttore/conduttore Patrizio Iavarone, sono stati Lorenzo e Alessandro Lucci, veri e propri mattatori da palcoscenico che con gag e musica hanno reso ancor più leggero uno spettacolo di due ore, che racchiude 365 giorni, ma volato via come il 2022. Anche questo non è facile.

5 Commenti su "Sulle note del Germe"

  1. Complimenti a voi del Germe !

  2. Per la redazione: verrà mandato in onda sui social o su qualche canale televisivo? Grazie per la risposta.

  3. E’ importante onorare, ricordare dare evidenza a chi fa’ in positivo, in grande o in piccolo, bravi, peccato essere lontani da casa, Grande applauso al m° Cavallone di cui ancora i molti non frequentatori della musica contemporanea non hanno ben capito lo spessore, ma è questione di poco, tempo si capirà presto. Bravi tutti, questa deve essere Sulmona

  4. Bravi, bisogna rendere onore ai veri sulmonesi illustri che amano questa città, non come qualcuno che predilige San Salvo..vergognati.

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