Sulmona a scuola senza tamponi. Un morto e 28 contagi nei giorni di Pasqua

Sarà una giornata di screening quella di oggi, ma solo a Castel di Sangro (che ne ha già eseguito uno giovedì scorso, con 300 tamponi tutti negativi) e Pratola Peligna, gli unici centri del nostro territorio che hanno pensato di fare i tamponi a studenti e personale prima di tornare tra i banchi domani. Così come d’altronde le città più grandi (Avezzano e L’Aquila) di una provincia, quella dell’Aquila, che è in costante ascesa nella curva epidemiologica. Sulmona, invece, resta silente, nonostante una timida promessa della sindaca che non ha avuto seguito: nessuna campagna di prevenzione, nonostante qui, a differenza di Pratola, torneranno in classe anche le seconde e terze medie e le superiori (al 50%): neanche un kit per i medici di famiglia che ormai da quindici giorni hanno finito i tamponi e li hanno richiesti, senza ottenere risposte.

Eppure il capoluogo peligno non può dormire sonni tranquilli, perché con due centri in fascia rossa praticamente contigui (Pratola e Corfinio) non è al riparo dall’esplosione di nuovi focolai e soprattutto perché i numeri danno un trend in crescita e una soglia di contagio molto vicina a quella limite. Nell’ultima settimana, infatti, i nuovi casi a Sulmona sono stati 49 che, in rapporto alla popolazione, è pari ad un’incidenza di 213 su 100mila abitanti, non troppo distante cioè dalla soglia considerata di rischio dei 250. 

E a questi numeri bisogna d’altronde guardare con il filtro del periodo festivo: ieri, ad esempio, c’è stato sì un solo positivo, ma solo perché sabato non c’è stata seduta di tamponi (dato che si ripeterà oggi su domenica e domani su lunedì); mentre è ancora tutto da verificare l’effetto delle rimpatriate delle feste, lì dove il contagio ha dimostrato di viaggiare anche e soprattutto nei rapporti tra nuclei familiari. Senza contare il pieno delle seconde case che si è registrato lo scorso fine settimana.

I 27 casi accertati nel giorno di Pasqua, ad esempio, sono quasi tutti legati a contatti in famiglia, e preoccupa in particolare, di nuovo, il caso di Bagnaturo, la frazione dove solo l’altro ieri sono stati 6 i positivi. Una parte di questi (5), tra l’altro, sono a carico del Comune di Pratola, a dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la contiguità dei due centri, non solo geografica, deve o dovrebbe far scattare un alto livello d’allerta in città.

Se Atene (Pratola) piange, insomma, Sparta (Sulmona) non ride e non può permettersi neanche di sorridere. 

Anche perché il virus continua a mietere, oltre ai contagi, anche ricoveri e morti: ieri la settantasettesima vittima del Centro Abruzzo, Domenico Fusco, 82 anni di Anversa, ex dirigente dei Trasporti in Regione, è morta all’ospedale dell’Aquila dove era stata ricoverata a seguito di un contagio probabilmente contratto in uno studio professionale di Pratola. Sempre ieri si sono registrati altri due ricoveri alla clinica San Raffaele e questa volta di pazienti giovani: un 57enne di Corfinio e un 50enne di Introdacqua.

4 Commenti su "Sulmona a scuola senza tamponi. Un morto e 28 contagi nei giorni di Pasqua"

  1. Considerato che tra sabato e ieri la gente ha brindato tranquillamente (sabato bastava farsi un giro tra i bar per vedere quanto stava accadendo) non mi meraviglierei se nelle prossime ore ci sarà un’impennata di contagi.

  2. E intanto domani riapriamo le scuole. Mandiamo i ragazzi al fronte senza alcuna percezione di quanti sono i casi positivi e costringerli dopo qualche giorno all’isolamento domiciliare col rischio di infettare le famiglie: genitori e nonni. Tanto, gli insegnanti sono vaccinati; chi se ne frega degli altri! A questo punto, basterebbe aspettare pochi giorni a riaprire per valutare gli effetti di queste feste sulla curva dei contagi.

  3. Costringere i ragazzi a 5/6 ore di mascherina ffp2 è una follia. Sarebbe bene chiudere l’anno scolastico con la didattica a distanza.

  4. Concordo con Gianni!
    Mi sembra che il tutto sia gestito da una massa di dilettanti allo sbaraglio!

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