
È stato completato il piano dei pascoli per il 2019 del Comune di Sulmona. Sono state assegnate porzioni di montagna ad otto aziende zootecniche che ne hanno fatto richiesta, sei con residenza a Sulmona e due forestiere. I pascoli agibili sul Morrone nel territorio comunale di Sulmona, ma non solo, si sono sensibilmente ridimensionati dopo l’incendio del 2017 che ha ridotto la superficie disponibile per gli animali, in quanto per 10 anni le zone attraversate da incendio non possono essere interessate dai pascoli. Il Comune, su indicazione dei Carabinieri Forestali, ha pertanto riperimetrato le aree adibite a pascolo, eliminando quelle interessate da incendio.
Lo scorso anno il divieto di pascolo non sempre è stato osservato e molto spesso gli animali – soprattutto mucche e cavalli lasciati allo stato brado – si sono visti sui prati e nel bosco bruciati o addirittura in Zona A del Parco della Majella, ovvero quell’area di parco nazionale in cui il pascolo è assolutamente vietato in quanto riserva integrale. La responsabilità di questo mal costume non è certo attribuibile al Comune, ma a chi non si attiene a far pascolare gli animali nelle zone che gli sono state assegnate. Contro queste violazioni dovrebbero operare i Carabinieri Forestali, ma visto il ridimensionamento delle mansioni del corpo dopo l’accorpamento nei Carabinieri, diventa sempre più raro e difficile.

La presenza di questo tipo di pascoli sulle nostre montagne, sta creando gravi danni ai boschi e alle praterie d’alta quota che sono delicati ecosistemi, veri custodi della biodiversità. Sulle nostre montagne il pascolo è stato sempre presente, ma le mandrie lasciate allo stato brado di mucche e cavalli non si sono mai viste, mentre erano presenti i greggi di pecore e talvolta capre, che sono solitamente presenziati dai pastori, ma anche meno impattanti per l’ambiente in cui vivono.
“E’ stata completata l’assegnazione dei Pascoli per il 2019 – spiega l’assessora all’Ambiente Manuela Cozzi – ma il nostro impegno è quello di raggiungere l’obiettivo, auspichiamo già dal prossimo anno, di un’assegnazione quinquennale, ponendo fine, dunque, ad affidamenti temporanei così brevi. Siamo riusciti infatti a sbloccare la procedura per la pubblicazione della verifica demaniale, che consentirà all’amministrazione di dotarsi, fra gli altri strumenti, di un piano dei beni agro-pastorali per fidelizzare prioritariamente gli allevatori locali alla cura del territorio, garantendo loro lotti pascolivi per periodi pluriennali, sui quali possono richiedere i premi comunitari previsti dal Piano di Sviluppo Rurale regionale 2014/2020.”
Conclude Cozzi: “È un beneficio anche per il territorio, in quanto siamo in grado di effettuare un continuo monitoraggio degli allevamenti, dalla cui salute dipende anche la qualità dell’ambiente. In virtù di tale assegnazione, infatti, le aziende potranno presentare istanza anche per un’indennità compensativa per le zone montane, nel 2019, secondo il bando pubblico della Regione, un aiuto, in sostanza, per gli agricoltori delle aree svantaggiate”.
Savino Monterisi
Sono un allevatore e condivido il progetto in toto chiedo di essere informato sui nuovi sviluppi se c’è spazio mi serve del pascolo pe peccore di razza dopravissna