
Cinque ore di consiglio comunale, le richieste delle opposizioni e dei sindacati, la presenza e i fischi dei lavoratori, non sono serviti ieri sera per far cambiare rotta all’amministrazione Tirabassi sul destino del Cogesa.
La maggioranza va avanti per la strada tracciata nella delibera di settembre e rafforzata ora anche con il voto di Vincenzo Di Cesare che, sulla vicenda aveva avuto una posizione critica nei confronti della sua coalizione. Si va a gara, insomma, senza sospensioni e senza verifiche, come chiesto dalle opposizioni, il che per la società partecipata significa sostanzialmente il suo dissolvimento.
Lo fa capire anche l’amministratore unico Nicola Sposetti nel suo intervento, parlando di effetto domino: perché se l’affidamento in house non può darlo per legge, come sostiene il sindaco, Sulmona, anche gli altri Comuni soci, quindici dei quali in procinto di decidere l’eventuale rinnovo, si tireranno verosimilmente fuori. Cogesa presto potrebbe non avere più commesse.
“A gennaio cominciano le operazioni di accorpamento dei sub-ambiti che dovranno portare alla fusione delle società pubbliche nel 2027 – spiega Sposetti al consiglio – non capisco la logica di andare a gara, quando tra un anno ci troveremo punto e a capo”. Con in più un Cogesa indebolito, se non sparito.
I più preoccupati sono però i lavoratori per i quali non c’è clausola sociale di salvaguardia che li rassicuri: i 52 addetti al servizio di Sulmona, infatti, difficilmente potranno essere tutti riassorbiti dal subentrante, tanto più, fanno notare gli stessi sindacati, che gli amministrativi, i primi a saltare nel passaggio, sono in numero spropositato al Cogesa, con un rapporto 1 a 3,7 con gli operai, che in altre realtà è doppio o triplo.
Il sindaco Tirabassi prova a rassicurare, annuncia un tavolo permanente con le parti sociali (non è chiaro però, a questo punto, finalizzato a fare cosa) e spiega che Cogesa continuerà comunque a gestire la discarica.
Ma il problema è che per quella data la partecipata, di cui Sulmona è socio più importante, difficilmente riuscirà a sopravvivere a sé stessa. Il piano di rientro del debito e la continuità aziendale, d’altronde, diventano, senza il principale socio che copre il 33% del bilancio, quasi impossibili da soddisfare, senza contare l’effetto domino, appunto.
“E’ una scelta politica” continuano a dire opposizione e sindacati, ma Tirabassi a malincuore, con piglio più di avvocato che di sindaco, spiega che è una scelta obbligata, non a caso già tracciata dalla precedente amministrazione.
La lezione, che serve più da monito alla memoria, che da soluzione, è capire come si è arrivati oltre il limite del baratro.
Quando le voci clamanti di pochi, tra cui questa testata, denunciavano sprechi, assunzioni, consulenze, contratti imbarazzanti, gestioni allegre al servizio del bancomat della politica.
Nel burrone, però, a quanto pare, non finiranno solo i lavoratori, perché sulle mansioni superiori, ad esempio, che stanno costando alla società milioni di euro di risarcimenti, Sposetti ha affidato un incarico ad un legale per attivare un’azione di responsabilità: quei conti salati presentati da 54 lavoratori, insomma, dovrà pagarli chi, amministratore in passato, ha permesso che un operatore ecologico diventasse autista o che un terzo livello balzasse all’ottavo.
Pezzi di una barcone alla deriva che il Comune di Sulmona ha ormai abbandonato, “come Schettino” chiosa un sindacalista.
È chiaro che sia una vendetta di chi tirava le fila senza comparire contro un’amministratore unico che sta’ facendo il bene della società e dei lavoratori.
La cosa strana è che Sulmonesi lì continuano a votare.
Questo che sta’ succedendo è stato deciso altrove gli Aquilani vogliono prendersi il Cogesa con pochi spiccioli per farci tanti soldi e qualcuno del territorio ci continuerà a fare I giochetti con le promesse di assunzione.
Quindi vogliono che Sulmona diventi la Discarica dell’Aquila?
Non dimentichiamo che quando fece il Terremoto nel 2009 non ci fecero entrare nel cratere sismico che ci portò tanta miseria.
E che c’entra L’Aquila con il Cratere Sismico? Poi miseria ecc.
Le pratiche fuori cratere differiscono da quelle dentro il Cratere per una cosa semplice (Sito USRC):
“Attualmente ai fini dell’istruttoria tecnico economica tutte le istanze di finanziamento per la ricostruzione degli immobili privati danneggiati dal Sisma del 06/04/2009 depositate presso i Comuni “fuori cratere”, vengono istruite direttamente dai Comuni stessi nei casi in cui non sia stata manifestata la volontà di avvalersi dell’USRC, che effettuerà le opportune verifiche di rispetto delle disposizioni di legge sulla base delle evidenze della schede riepilogative degli esiti istruttori e procederà all’assegnazione delle somme necessarie e propedeutiche all’emissione da parte del Comune del provvedimento finale di Concessione del Contributo.”
Per le pratiche fuori cratere le istruttorie sono effettuate dal Comune, se non ha scelto di avvalersi delle competenze dell’USRC. A livello di contributo per un immobile in ricostruzione non cambia nulla come Contributo
Sono d’accordo che c’entra poco con il dibattere del COGESA, ma una certa sua attinenza ce l’ha.
L’essere nel cratere ha portato vantaggi diversi, nella rapidità di erogazione dei fondi e della stessa ricostruzione… che poi a “frugarne” all’interno ne spiega bene le dinamiche ed in particolare i numeri!
E se era uguale qual era la ragione per starne fuori dal cratere?
E il salto della quaglia fra comuni in valle peligna? Come me lo spiega?
L’Aquila ha certamente interessi, e lo ha dimostrato nell’essere nel COGESA, e lo ha dimostrato in innumerevoli atti contro il “suo” territorio provinciale, prediligendo sempre le “prede più deboli”… credo se ne sia accorto!
La citata “miseria”, a seguire…. viene da se!
NOTA MISERIA IN CITTA’? NOTA MISERIA IN VALLATA?
L’Aquilano Tirabassi continua nella sua opera di demolizione della Città.
… “ Pezzi di una barcone alla deriva che il Comune di Sulmona ha ormai abbandonato, “come Schettino”… e si capisce carissimo sindacalista, la “ barca “ o meglio la barcaccia, bisogna tenerla a galla a tutti i costi… costi quel che costi… tanto poi i costi di un numero eccessivo di dipendenti – gli amministrativi addirittura uno ogni 3,7 in rapporto ad operai o autisti o addetti all’impianto, quelli che sudano e si sporcano le mani – vengono scaricati tutti sulle bollette degli utenti… che ogni anno vengono ritoccate in aumento, hai capito adesso carissimo sindacalista del “ fin che la barca va, lasciala andare “… Poi qualcuno dovrà tornare a remare…
Poi finiamola con questa ipocrisia di additare sempre i soliti personaggi… nella politica ‘ gliu chiù pulit te la rogna”… abbaiano, abbaiano, ma non morde nessuno, consapevoli che “ gli altri “ SANNO… sono a conoscenza delle loro mani in pasta.
Peccato avere la memoria corta e a convenienza.
Ma poi, cos’è tutta questa preoccupazione, chiudiamola questa discarica e finiamo qui questa commedia.
È il nostro territorio?
Bene vuol dire che riporteremo il COGESA all’origine, quando era al solo servizio di poche Comunità locali. La soluzione non è avere mega impianti e mega discariche da riempire di rifiuti provenienti da ogni dove… ma piccoli impianti e discariche a servizio di territori ben delimitati e circoscritti. Senza camion puzzolenti che girano per centinaia di chilometri per venirci a riempire delle loro schifezze indifferenziate.
Ognuno che si tenga la “ puzza “ e le schifezze sue.
Quindi la battaglia è sempre quella, ridurre NOCE MATTEI… a tutti i COSTI!
Non vi fate intortare da politici, galoppini e portatori d’acqua.
Che “TUTTI” cerchino di difendere, o che tentino di farlo o più verosimilmente “abbandonano” gli altri “tutti” al proprio destino è una “missione” sempre e comunque per il proprio loro tornaconto di qualsiasi tipologia essa sia… e la storia dell’industria peligna, come della tenuta di questa città nel contesto locale, provinciale e regionale, ne è piena di esempi e di fini eclatanti quanto vergognose… pertanto i “sindacalisti sono alla pari dei politici” e chi perde è sempre il popolo.
Che poi vi sia una commistione totale di responsabilità “molteplice” nel mondo politico come di tanti altri “mondi” è una ASSOLUTA VERITA’!
Non è poi tanto semplice, come lei dichiara, il chiudere il COGESA… ci sono milioni di debiti da “onorare” e non basta un giro di chiave a destra e poi a sinistra e si riparte da zero.
Il ripartire da zero non è possibile e la legge regionale “ingabbia” tutti gli impianti esistenti in una gestione provinciale e nel caso del COGESA, si è “già belli che fregati” … la sua “mission” è già nota a tutti e la “croce” già innalzata nel piazzale di raccolta.
TUTTO LO SBAGLIO è riconducibile ai cittadini elettori, che si vendono loro e i loro figli.
NON SI È CAPACI DI SCEGLIERE A NESSUN LIVELLO, AMMINISTRATORI (con i difetti che noi tutti “itaGliani” abbiamo… e va detto) che facciano quel minimo di SINDACALE di bene per il territorio, ma si continuano a premiare, lodare ed osannare e costoro una volta entrati nella “sala dei bottoni”, faranno di tutto per non uscirne… ed è così che si siamo diventati loro servitori e “SUBITORI” e non l’opposto!
… “ TUTTO LO SBAGLIO “, è cominciato nel momento in cui fu deciso di trasformare una piccola S.r.l. a servizio di un territorio limitato e circoscritto e farla diventare una S.p.A. con lo scopo di trasformare il COGESA in un grande centro di raccolta, trattamento e… interramento di rifiuti. Da dove e come sarebbero stati conferiti, poca importava. Il “ buco “ di noce Mattei era grande e soprattutto ampliabile. Un grande buco per un grande appetito… nella mente di chi l’aveva partorito.
E bisogna ripartire da lì, da chi ha partorito quell’idea.
E l’idea prevedeva che più rifiuti venivano conferiti… più i posti di lavoro da distribuire, più le consulenze e le progettazioni da assegnare, più gli avanzamenti rapidi di carriera, il tutto “Ad libitum”… e i politici di allora abboccarono all’amo da cui pendeva una succulenta torta da spartirsi.
In questo sono colpevoli.
Non gli sembrava vero… di colpo si liberarono della gestione di un servizio fastidioso quale la raccolta dei rifiuti… operai da gestire, mezzi vetusti che si rompevano e spesso in riparazione. Tutto passava al COGESA, di cui loro, i politici, erano soci, e quindi usciti dalla finestra sarebbero rientrati dalla porta principale.
E poi chiaramente, l’appetito vien mangiando, ne hanno approfittato su tutto, era quello il “ progetto “ o meglio la “ mission “… ma il dominus era già dentro, da dove tutto è partito, e non fuori. Tanto i costi sapevano benissimo su chi scaricarli.
Passaggi di ritiro della monnezza a gogo… e più passaggi, uguale più assunzioni, consulenze, progettazioni, acquisti… avevano programmato tutto, il popolino una volta abituato e assuefatto al servizio di ritiro della monnezza sotto casa, non avrebbe avuto più né la voglia e né la pazienza di tenersela a casa. Funziona un po’ come le dipendenze per le sostanze e i vizi.
E adesso non si può ridimensionare?
Ma che caxxo vi scorre dentro le vene, l’acqua?
O antica stirpe Peligna, dove ITALIA nacque, come vi hanno ridotta.
È il “nostro” territorio?
Qualche dubbio su chi e dove, si decide per il “nostro” territorio, viste come sono andate le cose sinora, appare più che legittimo.
fate pagare tutto s quegli amministratori che in passato con la compiacenza di tutti i Sindaci hanno fatto del Cogesa la loro Isola Privata…. se esistesse veramente la Giustizia ne vedremo delle belle…
VIVE LE GARE… E CHI LE CREò…
TUTTI A LAVORARE VERAMENTE!!!!
fine di una bella favola….
Quando la politica non si divideva sulle problematiche d’interesse comune del territorio ed era capace di attuare gestioni unitario delle “partecipate”.
citofonare ai carciofari,diteloo tutti se avete le p…e, non avete capito che gli occorrono i voti dell’aquila per arrivare a Roma????? E quale ricetta migliore se non fare arrivare immondizia proprio dal capoluogo? Quando invece servivano i voti per sedersi in consiglio regionale, quale ricetta migliore se non assumere ad capocchiam ???? Svegliaaaaaaaaaaaaaaaa
…ORA ANDATE SOTTO CASA DEI CONIUGI GEROSOLIMO-SCOCCIA….ANCORA UNA VOLTA SIETE SCATTATI SULL’ATTENTI QUANDO I VOSTRI CAPI VI HANNO CHIESTO I VOTI GIUSTO???ANCORA UNA VOLTA AVETE DATO LORO LA CONFERMA DI ESSERE I PUPARI E VOI I BURATTINI…ORA COSA VOLETE??? CROCIFIGGETELI….VERGOGNAAAA….
Ps: MI RACCOMANDO APPOGGIATELI ANCHE PER LE POLITICHE….CHE SCHIFO!!!!!
Saremo la città del “gran rifiuto”?
Pare che le premesse ci siano tutte…
SULMONA SVENDUTA
CHE MISERIA!!!!
Se si continua a votarli di cosa ci lamentiamo?
Sono i sulmonesi stessi che stanno svendendo la loro città.
E gli ottimi risultati sul territorio sono sotto gli occhi di tutti.
Solo chiacchiere e rifiuti.
Ormai era l’unica partecipata che permetteva una politica del lavoro alle giunte della città di Sulmona! Invece di attrarre investimenti sani e produttivi, si è preferito indebitare e affondare l’azienda per lo smaltimento dei rifiuti. Ora tutti i nodi sono venuti al pettine! Ed una politica del lavoro e degli investimenti per la città, non si vede nemmeno da parte di questa giunta!
Basta farsi un giro per i parchi , strade, parcheggio della stazione, l’uno i fossi e i marciapiedi, si vede immondizia gettata ovunque e in ogni luogo, siamo noi, ognuno di noi è complice del marcio che stiamo vivendo, il primo cambiamento deve arrivare da ognuno di noi, invece pretendiamo che siano sempre gli altri a dover cambiare, impariamo noi per primi a rispettare le regole nel nostro quotidiano, in famiglia, nel nostro lavoro, nel tempo libero, onestà con noi stessi e verso tutte tutti, invece cerchiamo sempre scorciatoie per tutto.