Sulmona, un altro contagio in divisa

Si allarga il focolaio della questura di Pescara e fa sentire i suoi effetti anche in Valle Peligna. Oggi infatti un altro poliziotto residente a Sulmona e di stanza nel capoluogo adriatico è risultato positivo al Covid 19, facendo salire in Valle Peligna le divise blu infettate a tre (in realtà quattro calcolando un altro poliziotto di Roccacasale che vive a Pescara). Un caso è di Roccacasale e due di Sulmona, incluso l’ultimo accertamento che riguarda un ventenne di Sulmona.
Ieri i positivi sono stati invece cinque: due a Castel di Sangro e tre a Vittorito. Nel capoluogo sangrino si tratta di persone già tracciate, ovvero la moglie e la cognata di un uomo già risultato positivo, mentre a Vittorito si tratta di due nuovi fronti: uno la cui origine è ancora da capire che riguarda una sessantunenne ricoverata all’Aquila dopo un controllo per un blocco renale e un altro legato ad una ragazza che vive in Francia e che era tornata in vacanza a Vittorito per due settimane, contagiando i nonni. Al riguardo è stata smentita l’ipotesi di due nuovi contagi legati al nucleo familiare, notizia diffusa da alcune testate locali. I positivi a Vittorito sono attualmente insomma sette, oltre ad uno che ha già negativizzato. La ragazza che vive in Francia, poi, chiarisce che il virus lei lo ha preso molto probabilmente in Italia, essendo tornata a Vittorito per due settimane in ottime condizioni di salute. Solo la settimana scorsa, ripartita con il ragazzo in auto, ha cominciato ad avvertire durante il viaggio sintomi riconducibili al Covid, ovvero perdita di gusto e olfatto. Entrambi, sia la ragazza che il fidanzato, originario di Raiano, sono così risultati positivi.

1 Commento su "Sulmona, un altro contagio in divisa"

  1. Sì ma esistono altre poderose versioni basate su saldi fondamenti scientifici, secondo le quali, i cosiddetti positivi non testati sarebbero in una percentuale di gran lunga maggiore , di conseguenza siccome due più due fa’ quattro, SI È TRATTATO DI UN GRANDE MALINTESO A SPESE DEL POPOLO ED A VANTAGGIO DEI POLITICI CHE HANNO DIRETTO GLI APPALTI, perché il tasso percentuale di mortalità del COVID non è diverso se non minore di una qualsiasi influenza che stagionalmente arriva (o la fanno arrivare) ed un po’di persone se le porta via..Resta solo il cupissimo dubbio nell’animo degli italiani di quel grande concentramento di improvvisi morti in due province di centinaia e centinaia al giorno . Iddio ci aiuti.

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