Svenduti all’università

Con la Delibera di Giunta Comunale n.21 del 13/02/2020 il Comune di Sulmona ha ridato impulso al “Piano 10 Cantieri” promosso dal Dipartimento Casa Italia. Un’occasione per la Città rientrata tra i dieci progetti pilota a livello nazionale attraverso i quali sperimentare linee guida, soluzioni costruttive innovative, politiche consapevoli sulle misure di prevenzione dai disastri naturali. Nel 2016 presso il Governo è stata istituita una dedicata Struttura di Missione la cui funzione, dopo alcune battute di arresto legate agli avvicendamenti politici nazionali, è stata definitivamente strutturata con il conferimento anche degli incarichi di “indirizzo e coordinamento dell’operato dei soggetti istituzionali – gli uffici speciali per la ricostruzione [ndr] – competenti per le attività di ripristino e di ricostruzione di territori colpiti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo, successive agli interventi di protezione civile”. La ricostruzione viene dunque affiancata al primissimo obiettivo di prevenzione tra le cui iniziative rientra anche quella del Sisma Bonus .

In questo importante quadro nazionale la delibera suddetta sancisce una convenzione con il DAStUPoliMi (Politecnico di Milano) e con il DdAUd’A (Università degli Studi Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara) per: “l’esecuzione di studi e ricerche; lo svolgimento di tesi, progetti ed elaborati di laurea; l’organizzazione di visite di docenti, ricercatori e studenti; l’organizzazione di incontri e seminari anche presso il DAStU per approfondire temi specifici.” Attività lodevoli perché si parla di cultura, formazione, ricerca, ma altrettanto generiche per essere inserite in un contesto nazionale dal taglio definito e strutturato. Manca un indirizzo tecnico-politico ben preciso per orientare gli studi sui reali bisogni della Città. Così i primi progetti resi pubblici svariano da un nuovo Parco Daolio che dovrebbe raggiungere la stazione (serve o non serve? Chi lo realizza? Chi lo gestisce? Con quali soldi? Questo non è dato saperlo) al solito generico questionario, tra l’altro neanche pubblicizzato, sulla percezione che la cittadinanza ha della sicurezza sismica del centro storico. Un progetto difficile da pronunciare, de-fragilizing, che produrrà belle idee, disegni e progetti destinati a cadere nel dimenticatoio non appena le università termineranno il loro lavoro perché saranno terminati i fondi con cui finanziare la ricerca. Quindi Sulmona si troverà di nuovo nel limbo con l’ennesima occasione mancata, progetti di carta irrealizzabili perché mancheranno le risorse finanziare e quelle umane per saperli interpretare, sviluppare e gestire. Così è stato per il progetto di ricerca “Edifici complessi in muratura nel centro storico di Sulmona: indagini per la valutazione della qualità muraria e della vulnerabilità sismica” sviluppato dallo stesso Politecnico di Milano in collaborazione con CNR L’Aquila e Università di Padova, uno studio ancora attuale per il programma Casa Italia.

 Sulla stessa linea si pone il progetto, anch’esso dimenticato, elaborato dall’associazione Tecnici per Sulmona Città Sicura che ha colto una delle principali criticità della Città: la conoscenza dello stato di salute dei fabbricati. Il progetto non è proprio così sconosciuto all’amministrazione dato che il suo percorso è cominciato nel 2016 nella sala consiliare, quasi in concomitanza con il Programma Casa Italia. È proseguito poi nella convenzione (DGC n.171 del 27/07/2017) contraddistinta da un chiaro indirizzo per il perseguimento dell’azione programmatica che la stessa associazione si era prefissata. Si è giunti quindi all’approvazione (DGC n.207 del 13/12/18) del metodo elaborato e delle risultanze ottenute dai rilievi per partecipare al progetto “4 Comuni” proposto all’interno dell’Istituto Casa Italia dall’allora Presidente della Giunta Regionale Luciano D’Alfonso. Un risultato frutto dell’attività di volontariato svolta da un gruppo di tecnici del territorio che è arrivato a contare il numero di 83 unità, professionisti che hanno condiviso il proprio know-how per ragionare sulla sicurezza strutturale, sociale ed economica del territorio. Un laboratorio di formazione soprattutto per i giovani tecnici che ci si augura si troveranno a progettare una Città la cui attuale amministrazione da cinque anni non è ancora riuscita ad attivare l’aggiornamento dell’elenco di professionisti esterni per l’affidamento di incarichi sottosoglia.  

Valerio Vitucci

1 Commento su "Svenduti all’università"

  1. Dove c è’D’Alfonso non si può mai stare sicuri ! Uno dei peggiori politici della storia abruzzese di sempre! Finto è costruito come pochi
    Alla larga

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