Taglio alberi lungo la Transiberiana, anche Le Rotaie insorge

Pare che la motivazione sia sempre la stessa, quella della messa in sicurezza dei binari liberandoli dagli alberi che in qualche modo possono ostruire o creare pericolo alla circolazione dei treni. La pulizia di Rfi, dopo aver toccato Campo di Giove lo scorso anno con tanto di polemiche, sit in e proteste varie, è proseguita verso Rivisondoli, Pescocostanzo e Roccaraso.

Qui ha trovato, tuttavia, la ferma contrarietà dell’associazione Le Rotaie che dell’organizzazione dei treni storici lungo la “Transiberiana d’Italia” si occupa. E’ di questa mattina, infatti, un post in cui l’associazione prende una posizione chiara e chiede: “Al netto del discorso sulla bellezza del paesaggio (che già di per se basta e avanza), quale sia stato il criterio oggettivo che abbia portato il gestore dell’infrastruttura ad abbattere decine di alberi statuari in perfetto stato di conservazione e stabilità”.

E l’associazione non si ferma qui: “Non è tollerabile che nel 2019 – prosegue nel post lanciato tramite il social Facebook – in nome della sicurezza si possa sterilizzare qualsiasi luogo senza ragionare sull’opportunità e sulle ricadute. Quello che è stato fatto nei giorni scorsi è molto grave perché va contro ogni forma di tutela della conservazione dell’ambiente e del paesaggio, che da anni è il principale obiettivo della nostra associazione”.

Per godere della vista di quegli alberi, insomma, non resta che scorrere le foto messe a disposizione dall’associazione stessa nella sua raccolta, ma dell’ombra che i viaggiatori poteva trovare scesi in stazione non resta nulla.

Diverse sono state le espressioni di contrarietà alla modalità con cui si sta facendo fronte alla cosiddetta messa in sicurezza, perplessità varie che, a gioco fatto, lasciano un po’ la rabbia dentro. D’altronde a Campo di Giove era stata toccata, su ambo i lati dei binari, l’imponente e storica pineta. Gli ultimi casi di taglio, quelli avvenuti nelle tre stazioni, restano la prova di un modo di fare non proprio condiviso da chi questi luoghi li vive. E se per far crescere un albero ci vogliono anni, tanti anni, per tagliarlo basta una mattinata o anche meno.

Simona Pace

1 Commento su "Taglio alberi lungo la Transiberiana, anche Le Rotaie insorge"

  1. Prima di tagliare un albero, ci si dovrebbe pensare 1000 volte, qui invece si fa tutto con molta disinvoltura e questo non è il primo caso. Lo scandalo è che chi deve intervenire per verificare se tutto è fatto in regola oppure no, arriva sempre tardi, quando gli alberi sono già stati buttati giù. Inutile invocare un qualche scrupolo di coscienza da parte dei tagliatori, prima che inizino l’opera.

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