Tamponi rapidi, la Casini: “Uso improprio dei fondi”

“Alcuni Comuni stanno utilizzando fondi in modo improprio per finanziare i tamponi rapidi a cui sottoporre la cittadinanza”: la sindaca di Sulmona Annamaria Casini lo ha detto oggi durante il primo consiglio comunale in streaming della storia di Sulmona, sottolineando come la competenza dello screening anti Covid e le relative spese dovrebbero essere a carico della Asl e della Regione. Se fosse vero quello che dice la sindaca, insomma, i Comuni che hanno avviato i test salivari, antigene e sierologici (come ad esempio Raiano e Prezza) potrebbero incorrere nella censura della Corte dei Conti. C’è tuttavia una scriminante non da poco, quella cioè della situazione di emergenza sanitaria che oggi è stata ampiamente discussa, con una relazione fatta dalla Casini, in sede di consiglio.

La prima cittadina ha ribadito in sostanza quello che è stato il contenuto dell’incontro avuto ieri con i colleghi del territorio. “Una situazione drammatica” l’ha definita che presenta diverse criticità: la difficoltà di avere informazioni sui tracciamenti, i tempi lunghi per i tamponi, “l’assoluta mancanza di una regia di gestione – ha detto la Casini – e assenza di programmazione”.

Una critica che ha suscitato, come prevedibile, la reazione della consigliera Elisabetta Bianchi, in quota al partito del presidente Marsilio, che non si è fatta attendere, ricordando gli errori e i ritardi consumati dall’amministrazione sin dall’inizio della seconda ondata ad agosto, così come la totale assenza di condivisione del percorso politico.

Poi l’annuncio, già anticipato dal Germe, che la clinica San Raffaele diventerà centro Covid regionale: “Una buona cosa – ha commentato la Casini – che servirà ad alleggerire il pesante carico e la pressione che c’è sulla sanità del territorio”.

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