
La tassa non lascia e anzi raddoppia: che fosse una boutade elettorale, quella della sospensione della cosiddetta “tassa della grondaia”, lo si era intuito già allora, a maggio scorso, quando, ad urne aperte, il Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario, per intercessione di sindaci e consigliere regionali, aveva annunciato il congelamento dei pagamenti e il conseguente annullamento dell’obolo. Una presa in giro in realtà: il consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica, infatti, ha deliberato ora (il 16 gennaio scorso) non solo l’annullamento del congelamento, ma anche rinnovato il balzello per l’anno 2026 e, come se non bastasse, ha anche previsto un aumento del canone irriguo del 10%.
Entro la fine di marzo, insomma, i contribuenti, anche quelli che non hanno un vaso da annaffiare, né un collegamento alla rete idrica, dovranno pagare vecchio e nuovo, per il solo fatto di avere una proprietà sul suolo peligno, misteriosamente il più colpito dalla “tassa della grondaia”, ovvero il contributo per la “gestione delle infrastrutture idrauliche, bonifica e tutela del territorio”.
“La Regione Abruzzo non ha dato seguito all’istituzione del tavolo tecnico interistituzionale richiesto – si legge nella delibera -, né ha formulato proposte alternative nel periodo di sospensione disposto con deliberazione n. 11 del 21/05/2025”, quanto basta per “dichiarare conclusa ogni moratoria / sospensione dei termini di pagamento degli avvisi relativi alla riscossione del contributo”. Bontà sua, il Consorzio per il momento non farà alcun recupero coattivo della tassa del 2025, concedendo ai proprietari di immobili il pagamento di entrambe le annualità dovute in un’unica soluzione, che sarà “comodamente” imputata nel bollettino 2026. Da pagare entro fine marzo (entrambe), questa volta con mandato già assegnato alla Soget di raschiare le casse e il barile dei contribuenti. Già che c’era, il Cda del Consorzio nella stessa seduta ha approvato, con altra delibera, anche l’aumento del 10% dei canoni irrigui, tanto per usi agricoli che extra agricoli, “necessario per garantire la sostenibilità economica della gestione idrica – si legge nell’atto – e per allineare i canoni alle mutate condizioni economiche e operative, in coerenza con i principi di equità e adeguatezza”.
Immediata la reazione dei sindaci del comprensorio peligno che fermamente condannano la decisione assunta dal Consorzio. “La Regione non ha alcun obbligo giuridico né finanziario di intervenire per coprire o compensare scelte gestionali del Consorzio, né può essere chiamata in causa per giustificare il ripristino di un contributo fortemente contestato riferito agli anni 2025 e 2026” spiegano i primi cittadini sottolineando che “appare inaccettabile che un ente pubblico utilizzi la sospensione di un contributo come leva politica o finanziaria, nella speranza di ottenere risorse da un altro livello istituzionale”. Ribadendo i principi giurisprudenziali per i quali la mera titolarità di una proprietà non è requisito sufficiente per imporre un tributo, “soprattutto nei confronti di cittadini che non ricevono alcun servizio, opera o vantaggio effettivo dall’attività del Consorzio né per l’anno 2025 né per l’anno 2026”, i sindaci denunciano altresì la gravità della decisione di procedere a un aumento generalizzato del 10% dei canoni irrigui, “motivato esclusivamente da esigenze di sostenibilità economica dell’ente, senza alcun collegamento a un miglioramento reale dei servizi resi”. Per tutte queste ragioni, i sindaci di Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Bugnara, Roccacasale, Vittorito e Prezza chiedono “le dimissioni del presidente del Consorzio di Bonifica, ritenuto politicamente e istituzionalmente responsabile delle decisioni assunte e della rottura del rapporto di fiducia con i territori”, oltre al ritiro immediato delle delibere relative alla contribuzione consortile per gli anni 2025 e 2026, nonché all’aumento dei canoni irrigui. “In caso di mancato ritiro degli atti – concludono i sindaci – verranno promossi ricorsi e azioni legali a tutela dei cittadini, delle imprese e delle amministrazioni comunali”.
Ad intervenire anche la coalizione di centrosinistra ricordando che “la delibera n.1 del Consorzio di Bonifica che sopprime il contributo fisso di 10 euro pro capite per la gestione del catasto consortile, è una prima vittoria della mobilitazione dei cittadini e non certo di chi sulla gestione dei consorzi e partecipate ha costruito le fortune politiche sue e della sua famiglia”. Una mobilitazione che non deve fermarsi davanti alla delibera n.2 con cui il consiglio di amministrazione del Consorzio, “revoca la sospensione della tassa sulle grondaie della quale richiede il pagamento, entro il 31 marzo 26, ai proprietari di immobili urbani”. “Se – continuano dalla coalizione di centrosinistra – con la mobilitazione noi abbiamo ottenuto l’annullamento del balzello dei 10 euro, la battaglia per la completa abolizione di una tassa non dovuta deve continuare”.
“Che fine hanno fatto le promesse politiche? Le tre consigliere regionali peligne che fanno a gara nel fare proclami ammicca popolo cosa hanno in mente di fare?” si domandano dal Partito Democratico di Pratola Peligna ricordando che i cittadini “vogliono l’annullamento di questa tassa , non la promessa di annullamento!”. Gli stessi cittadini “stufi dei vostri soliti tavoli inconcludenti a favore di fotografo come quelli della Magneti Marelli, della Sodecia ecc. Stufi degli aumenti delle tasse, dei costi per curarsi , dei costi dei biglietti per il trasporto e oggi del consorzio, senza ottenere servizi adeguati e dignitosi”. Deprimente per il PD pratolano che le tre consigliere preferiscano “fare le Sindacaliste di loro stesse” piuttosto che assumersi la responsabilità, anche politica, della gestione degli Enti. Una responsabilità dalla quale, continuano, “non potete estraniarvi e dire non c’entro, la Regione non c’entra”. Per questo, concludono i democratici, “non vogliamo tavoli, né tanto meno inutili giustificazioni e scarica barile, vogliamo che i nostri rappresentanti facciano concretamente gli interessi dei cittadini di questo territorio perché finora vi abbiamo viste solo sedute e in posa!”
Le consigliere regionali che dicono?
non dicono nulla..specialmente una che dentro a quell’ufficio ha posizionato, dietro laute ricompense elettorali, dirigenti e impiegati vari
perché dovrei pagare se non si beneficia dei servizi?
Peccato che nel 2026 non vi sono elezioni in vista, quindi non ci sono boccaloni da accalappiare…
Delirio di stato,ma si può pagare un servizio non erogato? Aumento per i principi di equità ed adeguatezza,ma quanto mai!?! Un tempo erano decine e decine i guidatori; ora il comprensorio è gestito da un solo dipendente!!! Indigniamoci tutti uniti; si tratta dell’ennesimo balzello,per far sopravvivere il carrozzone.Abbiamo le zappe, usiamole almeno per un fine…
Solo promesse…poi smentite dalla realtà.
Niente di nuovo, per questa Valle.
Ma non sarebbe il caso di fare una manifestazione contro questo ennesimo balzello? Facciamo sentire la nostra voce a questi politici inetti.
Ricorso in Tributaria quando arriverà l’avviso della SOGET oltre che l’istanza in autotutela nei modi e nei tempi previsti. Per piccoli importi può farlo autonomamente anche il Contribuente (ci sta un costo da sostenere se si dovesse arrivare in Tributaria ma una trentina di Euro). Nel frattempo aggiungerei esposto in Procura, Difensore Civico regionale, ANAC e Corte dei Conti oltre al Dipartimento della Regione Abruzzo che esercita vigilanza su di loro (all’ufficio non al Consiglio). Se non ci sta il beneficio diretto sul bene possono sbatterci la testa ma è così. Nel passato anche altri Consorzi in Altre Regioni hanno provato il trucchetto ma dopo ricorsi sono dovuti tornare sui loro passi. Il bello è che dopo sonore sconfitte arrivano loro in ritardo con una giurisprudenza consolidata.
Ancor più eclatante è che anche il loro piano di classifica e riparto della contribuenza afferma che è necessario il beneficio diretto oltre ad essere all’interno del perimetro di contribuenza. Quindi Corte dei Conti perché perseguire in certi comportamenti è danno erariale. Che vogliamo fare?
andatevi a leggere in amministrazione trasparente la suddetta delibera n.2
Potete leggere anche i nomi dei consiglieri che hanno votato favorevolmente.
Attività di 13 anni di dx regionale per questa valle:0 e porto ZERO!!! Attività delle tre grazie per questa valle: 0 e porto ZERO!!! Attività di quasi 8 mesi di amministrazione comunale di dx: 0 e porto ZERO!!! Il nulla cosmico!!!
Per una volta agiamo autonomamente secondo la normativa italiana. Per ricorsi di modesto importo si può procedere autonomamente
articolo 7 dello statuto: assemblea dei consorziati. Diritto al voto
fanno parte dell’assemblea dei consorziati, ed hanno diritto al voto, gli iscritti al catasto consortile che abbiano compiuto i 18 anni, che godano dei diritti civili e paghino il contributo consortile in riferimento ad un titolo di proprietà di immobili ricadenti all’interno del perimetro di contribuenza.
A questo punto se si pretende di pagare i 10 euro pretendo assolutamente il diritto al voto in caso contrario le elezioni sono nulle!
SCOCCIA, ROSSI, LA PORTA INTERVENITE SUBITO E NON A COSA FATTA….PAGARE COSA??? SVEGLIAAAA
Perdonatemi una domanda, ma nel CDA c’è qualche consigliere comunale presente? Qualcuno é a conoscenza se c’è qualcuno che fa parte del CDA che si presenta alle prossime elezioni.
Io ho terreni abbandonati da anni, difficile da irrigare, perché non è stata fatta nessuna miglioria, né una strada accessibile e mi chiedono anche il 10% di aumento? Basta!! I cittadini sono stanchi di fare lo stipendio a chi non fa niente, solo perché appartiene a quel partito!!!!
Questo è il link sul loro sito del piano di riparto e Contribuenza. Andate a leggere il punto 3.4 e traetene voi le conclusioni. A questo punto non è da ricorso tributario soltanto:
https://www.cbaternosagittario.it/images/Piano_di_classifica_e_riparto_contribuenza.pdf
Ne riporto il contenuto:
3.4. Il potere impositivo
Il Consorzio ha il potere di imporre contributi alle proprietà consorziate per far fronte al concreto esercizio dei compiti, come sopra delineati, nonché per il funzionamento dell’apparato consortile.
Il legislatore espressamente stabilisce quali siano gli elementi costitutivi dell’obbligo di contribuzione.
L’art.10 del R.D. 13 febbraio 1933 n°215 e l’art.860 del codice civile, infatti dichiarano tenuti alla contribuzione di bonifica “i proprietari degli immobili del comprensorio che traggono benefici dalla bonifica”.
Pertanto ai fini della legittimazione del potere impositivo del Consorzio, è necessario che ricorrano due presupposti:
1)l’inclusione degli immobili nel perimetro di contribuenza;
2)la configurabilità di un beneficio ai beni immobili medesimi come conseguenza delle opere di bonifica.
Sul punto si è del resto più volte espressa la giurisprudenza, sia della suprema Corte di Cassazione sia delle Corti di merito ritenendo, da un lato, necessaria e sufficiente, per assoggettabilità al potere impositivo, la configurazione dei due predetti presupposti di legge e, dall’altro, conseguentemente, insufficiente la presenza di uno solo di essi, essendo fra loro in rapporto di imprescindibile concorrenza.
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Consorzio Aterno Sagittario, Imprudente: gestione disastrosa
18 Maggio 2020 | 08:23
Roberta Galeotti
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Il Consorzio Aterno Sagittario rischia di chiudere, tra bilanci in perdita e stipendi “gonfiati”. “Una gestione disastrosa”, il commento dell’assessore Imprudente.“Una gestione purtroppo disastrosa ha rimarcato Emanuele Imprudente – che è emersa a seguito dell’operazione verità fatta su questo ente ed in atto in tutti i Consorzi di bonifica che ci ha rafforzato nell’idea che una legge e una riforma era più che mai indispensabile. Più che mai in questo Consorzio che non ha eguali nel resto d’Abruzzo per tipologia di esposizione.
Il consorzio insomma è alla resa dei conti, nel 2019 l’unico investimento fatto è stato un armadio da 600 euro.
Un ente non risanato ma disastrato con un disavanzo di amministrazione e di cassa milionario e nemmeno un centesimo speso per la sicurezza o gli impianti.
“Un postificio”, così è stato definito il consorzio, dal momento che a quanto pare soldi sono stati sì spesi, ma per assunzioni e personale.
Conti alla mano, secondo il commissario Sergio Iovenitti: “1,1 milioni di euro di cui quasi 450mila per gli stagionali, il tutto in una gestione del tutto fuori controllo, dove per anni si sono fatti affidamenti diretti senza gare, non sono state attivate le centrali idroelettriche, sono stati affittati computer a 75 euro al mese e spesi una media di 80mila euro l’anno per incarichi ad avvocati. Bilanci chiusi in attivo, ma poi rivelatisi in perdita per stessa ammissione dei Revisori dei conti, contributi utilizzati per pagare ciò che non era rimborsabile e che per questo, come nel caso dei 250mila euro della Protezione civile, sono andati di fatto persi andando ad accrescere il debito. Senza contare le cause alle quali non ci si è opposti, i crediti vantati e riconosciuti che non sono stati fatti pagare, le vertenze sindacali dei dipendenti che chiedono ora decine di migliaia di euro di risarcimenti”.
La conferenza stampa celebrata all’aperto, per evitare assembramenti e occasioni di contagio a causa dell’emergenza Covid, è stata quindi l’occasione sia per l’assessore Imprudente, che per il commissario Iovenitti, per dire chiaramente le cose come stanno, senza peli sulla lingua.
“Quando uno spende i propri soldi è libero di farlo come preferisce -ha detto Iovenitti – ma quando i soldi sono pubblici bisogna maneggiarli con attenzione e criterio”.
Quindi il Consorzio non ha investito in sicurezza o impianti ma, in un momento in cui sembra sempre più difficile trovare un lavoro ha elargito assunzioni e stipendi: come l’aumento del 57% al direttore generale o l’assunzione di un responsabile amministrativo a 75mila euro l’anno con tanto di titolo da avvocato risultato poi intuile.
Le assunzioni degli acquaioli per periodi in cui non era richiesta la manutenzione, le commissioni pagate ad un’agenzia interinale del posto.
“Il Consorzio rischia di fallire – ha incalzato Iovenitti – deve rimettere in ordine i conti, fare economia sulle spese incontrollate, attivare le fonti di introiti come le centrali idroelettriche che, contrariamente da quanto detto e annunciato da Zavarella (il predecessore ) sono ancora in attesa della progettazione”.
Intanto Iovenitti ha continuato a lavorare, per cercare di sanare il sanabile: con una spesa di 200mila euro in meno sarà fatta manutenzione al 75% dei canali, a fronte del 40% che venivano puliti gli anni precedenti.
Il tutto in una corsa contro il tempo, “Certo abbiamo avuto ritardi – ha concluso Iovenitti – ma tutti i terreni agricoli sono ora forniti del servizio. Il risanamento è solo all’inizio, tanto più che occorrono cifre importanti (si parla di poco meno di un milione di euro) per la messa in sicurezza degli impianti. Negli ultimi anni non è stato speso un solo euro per rendere sicuri gli impianti, il Consorzio è stato fortunato a non avere incidenti”.
se pago la tassa per la mia abitazione del centro storico io poi pretendo di poter esercitare il diritto costituzionale del voto e anche di candidarmi al CDA!
chi si oppone a questa…cosa pubblicamente dica a chi ci dobbiamo rivolgere per avviare procedure di opposizione giuridicamente fondate. SUBITO. prima che arrivino le richieste assurde…
Il responsabile amministrativo a 75 mila euro…..Vergogna senza fine
Ci risiamo con questo assurdo balzello imposto dal Consorzio:e’ alla fame dopo aver corrisposto stipendioni a meteore sperite appena dopo aver incassato:adesso sononin orbita di parcheggio per approdare in Parlamento con il beneplacito della Regione.E’ possibile che Sulmona,patria di giureconsulti,non sia capace di attivare un ricorso degno di questo nome? L’eccesso di potere e’ punibile specie quando mette mano al portafogli:certe cervellotiche imposizioni devono essere legittimate da Organi competenti e non espressioni di partitucoli.Aspettiamo fiduciosi prima che arrivino le famigerate cartelle:il 2025 ha insegnato.
Credo che l’unica via d’uscita x questo assurdo balzello è attivare una class action
Ah, due delle tre consigliere si sono espresse dicendo “No alla tassa sulle grondaie”.
…e anche questa è fatta. Alla prossima.
Modificare la legge regionale come hanno fatto in Calabria nel 2023 introducendo modifiche nella quale si specifica che gli immobili extra agricoli situati in zone urbane già soggetti a tributi comunali, non sono tenuti al pagamento dei contributi consortili di bonifica a meno che non traggano un beneficio diretto e specifico delle opere consortili.
Altra cosa, se si paga si deve acquisire anche il diritto al voto e alla candidabilità al CDA
al seguente link la delibera del CDA con “votazione palese espressa da tutti i membri, all’unanimità”
https://www.cbaternosagittario.it/images/Delibera_CDA_n._02_del_16.01.2026.pdf
Ma se la delibera dice che noi proprietari di fabbricati siamo consorziati e non potevamo non esserlo al momento delle elezioni con cui sono stati eletti gli attuali consiglieri: allora POSSIAMO INVALIDARE LE ELEZIONI E QUINDI MANDARLI A CASA. Andrei a vedere se i nostri nomi erano presenti al momento delle elezioni o se il numero di partite accese al momento delle elezioni coincide grossomodo con le attuali.
appunto! se devo pagare voglio votare e candidarmi!