
La Corte di Cassazione respinge il ricorso di Serafino Di Lorenzo (46 anni), sulmonese condannato in via definitiva a quattro anni e undici mesi di reclusione per tentato omicidio. I giudici capitolini hanno confermato la condanna, per i fatti avvenuti il 12 giugno 2018, a Sulmona presso l’ex centro di accoglienza in Corso Ovidio.
Di Lorenzo, assieme ad un suo amico originario di Arezzo, Nicola Spagnoletti (52 anni), era salito al secondo piano dello stabile in cui erano ospitati ventisette stranieri, provenienti dai Paesi africani, richiedenti asilo. Prima le minacce con una pistola scacciacani e un paio di coltelli. Poi la reazione degli ospiti e la colluttazione. Dall’aggressione era uscito ferito un ragazzo di ventitré anni, proveniente dal Gambia, colpito al fianco sinistro da Spagnoletti (quest’ultimo condannato a sei anni di reclusione).
Le riprese effettuate dagli ospiti con i telefoni cellulari, avevano aiutato a ricostruire gli attimi dell’irruzione. Di Lorenzo era stato arrestato dalla squadra anticrimine della polizia del commissariato di Sulmona. Per lui inizialmente erano stati disposti gli arresti domiciliari, con tanto di braccialetto elettronico, per il tentato omicidio con aggravante l’odio razziale. Il primo caso in assoluto in tutta la provincia dell’Aquila.
Di Lorenzo si è sempre dichiarato estraneo ai fatti e che fosse entrato nel centro d’accoglienza solo per accompagnare Spagnoletti. Un alibi troppo debole per convincere i giudici. Nel 2022 la condanna in primo grado, con una pena di cinque anni e due mesi, ridotta successivamente in Appello. Oggi la sentenza della Cassazione, con l’avvocato difensore, Alberto Paolini, che potrà chiedere l’affidamento in prova entro i termini previsti dalla legge.
4 anni di carcere, per certi elementi è l’unica prova certa.
Questo sono anni che va girando e tutti sanno che lavoro fa dovrebbe essere arrestato per ben altri motivi ma le forze dell’ ordine qui sembra che dormono certe volte
Serafino e la fidanzata sono oltre vent’anni che fanno lo stesso (lavoro) polizia sveglia