Termosifoni “on” senza piano di risparmio energetico

La provincia più fredda d’Abruzzo, quella dell’Aquila, sarà la prima – insieme a quella di Pescara – a chiudere martedì prossimo “l’astinenza da termostato”: in base al calendario deciso dal governo per l’accensione dei termosifoni nelle diverse zone climatiche, infatti, dall’8 novembre (e fino al 7 aprile) l’interruttore su “on” potranno metterlo tutte quelle che sono in zona D per 11 ore giornaliere. Seguiranno quindi il 22 novembre le zone climatiche in fascia C (non presenti nelle province di L’Aquila e Pescara) per 9 ore giornaliere (e fino al 23 marzo) e, dall’8 dicembre, le zone di fascia B (fino al 23 marzo per 7 ore al giorno) e fascia A (fino al 7 marzo per 5 ore al giorno), zone climatiche, le ultime due, che non sono presenti in Abruzzo.

Nel Centro Abruzzo, dove in realtà i limiti sul riscaldamento sono stati pochi perché quasi tutti i Comuni sono nelle fasce F (senza limitazioni) ed E (partite il 22 ottobre con 13 ore al giorno), l’accensione dei riscaldamenti riguarderà i Comuni di Corfinio, Pratola Peligna, Raiano, Sulmona e Vittorito.

Le temperature miti di questo autunno anomalo hanno però, se non distratto, impigrito le amministrazioni comunali su quelli che saranno gli scenari futuri, nonostante le bollette del terzo trimestre abbiano lanciato un avvertimento molto preciso.

Ad oggi, a due giorni dalla data di accensione, infatti, nessun Comune ha deciso e approvato un piano di risparmio energetico. Raiano ci sta pensando, così come Pratola, mentre Sulmona ormai da più di due settimane ha dato mandato ai dirigenti degli uffici di stilare una lista di possibilità: dove e come tagliare, insomma, il consumo di energia e gas.

“In settimana dovremmo tenere una riunione operativa – spiega l’assessora al Bilancio del Comune di Sulmona, Katia Di Marzio – nella quale i dirigenti porteranno le loro relazioni in base alle quali decideremo che linee e provvedimenti adottare per risparmiare”. Fermo restando, ovviamente, le linee guida nazionali che prevedono cioè i termostati delle abitazioni civili e degli uffici non oltre i 19 gradi e quelli delle attività produttive a 17 gradi, con, per tutti, un’ora in meno di accensione.

Il terzo trimestre, come detto, ha però dato un segnale preciso e che ha riguardato solo l’elettricità: il Comune di Sulmona ha dovuto per questo approvare d’urgenza nei giorni scorsi una variazione di bilancio (che deve passare ancora per la commissione e il consiglio comunale) da 300mila euro, ovvero il corrispettivo fuori budget (che pure era stato aumentato del 50%) che è uscito dalla bolletta scaduta l’altro ieri.

Il colpo, per il momento, è stato assorbito senza particolari traumi e tagli: quasi 160mila euro sono stati dati dal governo proprio per il contrasto al caro energia, 136mila euro sono stati prelevati dalle multe e poi qualche spiccio dal recupero dell’evasione sulla pubblicità (4,4mila euro), dagli introiti del Suap (2mila euro) e poco più di 100 euro dall’evasione Ici.

Per il gas la cinghia da tirare, però, sarà più stretta: le ipotesi ad esempio sono di fare un solo spettacolo al cinema anziché due (almeno nei feriali), l’eliminazione delle stufette negli uffici (anche se in alcuni sono state accese anche negli ultimi giorni) e, dove possibile, anche una regolazione con le scuole che (insieme alle strutture sanitarie) sono esenti dalle limitazioni.

“Molto dipenderà anche dalle misure che il nuovo governo metterà in campo e come saranno distribuiti questi 9 miliardi di euro annunciati dalla premier Meloni – continua la Di Marzio -. Per pagare il terzo trimestre abbiamo dovuto fare una variazione di bilancio d’urgenza, ma senza apportare tagli alla spesa in bilancio. Ma questa certezza non ce l’avremo per il prossimo trimestre, che sarà comunque difficile da affrontare dal punto di vista energetico”.

10 Commenti su "Termosifoni “on” senza piano di risparmio energetico"

  1. Vorrei tanto sapere se “ i signori dei palazzi” si attengono a queste regole per la plebe….

  2. bene,chiacchiere,e solo chiacchiere,basterebbe un po’ di buon senso,meglio”fare i conti della serva”,abbassare di 1-2 ma anche 3 gradi il termostato,negli uffici/palazzi si indossa un maglioncino,cosi come accade in tutto il Mondo,soprattutto come nelle case dei Contribuenti,
    altro che stufette,e basta,o no?

  3. Potreste scrivere maniera più chiara e completa l’articolo.
    Sulmona, scrivete da parentesi è in fascia E. Quindi se soora indicata il 22 ottobre cone data da quo, per quale motivo poi indocate l’8 novembre. La regola vale solo per le caldaie a gas o per tutti i caloroferi, senza distinzione per approvvigionamento energetico?
    Ad esempio, le pompe di calore che si alimentsno ad elettricita’?

  4. Nel Centro Abruzzo, dove in realtà i limiti sul riscaldamento sono stati pochi perché quasi tutti i Comuni sono nelle fasce F (senza limitazioni) ed E (partite il 22 ottobre con 13 ore al giorno), l’accensione dei riscaldamenti riguarderà i Comuni di Corfinio, Pratola Peligna, Raiano, Sulmona e Vittorito.
    L’ho dedotto dal paragrafo su riportato.

    Cmq ho riletto l’articolo con maggiore attenzione ed ancora più convintamente dici che non è scritto in modo chiaro

  5. Nel Centro Abruzzo, dove in realtà i limiti sul riscaldamento sono stati pochi perché quasi tutti i Comuni sono nelle fasce F (senza limitazioni) ed E (partite il 22 ottobre con 13 ore al giorno), l’accensione dei riscaldamenti riguarderà i Comuni di Corfinio, Pratola Peligna, Raiano, Sulmona e Vittorito.
    L’ho dedotto dal paragrafo su riportato.

    Cmq ho riletto l’articolo con maggiore attenzione ed ancora più convintamente dici che non è scritto in modo chiaro.
    Grazie

  6. In effetti leggendo però anche il primo paragrafo si capisce.
    Scusate

    • infatti va letto in contesto con il primo paragrafo e se non dovesse essere chiaro successivamente diciamo chiaramente che “a due giorni dall’accensione…” Raiano, Pratola Sulmona etc

  7. Senza un mirato intervento fiscale per le aree interne a breve vi sarà un completo spopolamento

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