Terre a secco: si inasprisce il contenzioso tra Consorzio e Miglioramento Fondiario

Nessuna soluzione per gli agricoltori della zona tra Bugnara e Introdacqua, dove l’estate avanza insieme al caldo, ma non l’acqua. I terreni restano a secco per il contenzioso tra il sedicente Miglioramento Fondiario e il Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario che il 25 maggio scorso ha riaperto le saracinesche, ma non è riuscito a garantire la fornitura di acqua agli agricoltori, essendo il canale di passaggio non pulito e non pulibile.

“Se vuole passare sul canale di nostra proprietà – sostiene Panfilo Capaldo, presidente del Miglioramento Fondiario – il Consorzio deve pagare l’affitto. Così come se vuole accedere sui nostri terreni per pulire il canale: diversamente continueremo a denunciare alla magistratura la violazione delle nostre proprietà”.

Capaldo lamenta come il Consorzio non abbia neanche intenzione di risolvere la questione: “La commissaria l’altro giorno – dice – ci ha liquidati in fretta e furia e se ne è andata lasciandoci senza risposte. Io penso che se si vuole risolvere un problema bisogna affrontarlo, non fuggire. E il problema ce l’ha il Consorzio che è tenuto a servire gli agricoltori che pagano un canone per l’irrigazione”.

Il Miglioramento Fondiario rivendica d’altronde un diritto regio acquisito sull’approvvigionamento dell’acqua, lamentando una violazione dei propri diritti il fatto che la Regione abbia concesso esclusivamente al Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario (che d’altronde dalla Regione è partecipato) la concessione di gestione.

“Abbiamo un codice fiscale che consente di pagarci, non dobbiamo avere partita Iva – continua Capaldo – se il Consorzio vuole utilizzare il nostro canale deve pagare”.

Una rivendicazione che va avanti da decenni, in verità, e che non è mai stata soddisfatta. In passato il Consorzio ha comunque provveduto a ripulire i canali, beccandosi però la denuncia sistematica da parte del Miglioramento Fondiario. Cause, in verità, sempre vinte dal Consorzio. Ma la consapevolezza di operare nella legalità, ormai, non basta più: gli addetti alla pulizia dei canali si rifiutano infatti di andare sul canale in questione per evitare di affrontare comunque un processo.

Il risultato è che quest’anno, dopo aver bruciato il raccolto dell’aglio, vadano persi anche quelli delle patate e dei pomodori. E l’estate è ancora lunga.

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