Test sierologici a Castel di Sangro, il Pd chiede lumi a Marsilio

Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci, scrive al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessora alla Sanità Nicoletta Verì a proposito dei kit sierologici. Alcuni sindaci della Provincia di L’Aquila li hanno acquistati autonomamente, ma sono stati diffidati dall’utilizzarli dalla Regione, è accaduto ad Aielli, Cerchio e Prezza. La stessa diffida però non è arrivata nei confronti del sindaco di Castel di Sangro che anch’egli ha annunciato di aver acquistato i test.

A questo punto Paolucci chiede: “Questa presunta attività di screening sta avvenendo sotto il controllo, la supervisione e il coordinamento da parte delle Autorità sanitarie? Questi dispositivi hanno ottenuto – a differenza degli altri oggetto di diffida – una validazione da parte del Ministero della Salute o dell’Istituto Superiore di Sanità?”

“Se così non è – continua Paolucci – attendo ad horas una presa di posizione da parte della Regione Abruzzo, per fare chiarezza su questa vicenda, poiché il rischio che passi il messaggio dei ‘due pesi e due misure’ è estremamente elevato ed in questo caso ha a che fare con la Salute della popolazione. Ritengo utile e necessario che la Regione chiarisca la propria posizione, onde evitare di ingenerare confusione nella cittadinanza in un momento tanto delicato per la tutela della salute dei cittadini di Castel di Sangro e dell’intero territorio regionale”.

Com’è noto, il 3 aprile 2020 il Ministero della Salute ha emanato una Circolare circa l’aggiornamento delle indicazioni sui test diagnostici e sui criteri da adottare nella determinazione delle priorità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che “sebbene l’impiego di kit commerciali di diagnosi rapida virologica sia auspicabile e rappresenti un’esigenza in situazioni di emergenza come quella attuale, gli approcci diagnostici al momento tecnicamente più vantaggiosi, attendibili e disponibili rimangono quelli basati sul rilevamento del virus in secrezioni respiratorie attraverso metodi di RT-PCR per amplificazione di geni virali espressi durante l’infezione da SARS-CoV-2”.

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