Torna ai domiciliari e si impicca

Era passato dal carcere ai domiciliari, ma nella sua abitazione di Pratola, con il braccialetto elettronico e solo in casa, non resiste al peso della pressione psicologica e si impicca dopo aver avvertito telefonicamente i carabinieri.
E’ successo ieri notte a Pratola dove Giuseppe Incani, cinquantaquattro anni, si è tolto la vita attaccandosi una corda al collo nel cortiletto della sua abitazione in campagna.
L’uomo era recluso perché ritenuto pericoloso per la ex compagna che aveva aggredito più volte, l’ultima lo scorso anno quando aveva preso a martellate il suo nuovo compagno che con la donna si stava trasferendo in una casa a Roccacasale per sfuggire all’ossessione di Incani.


Proprio martedì scorso (nelle foto) c’era stata un’udienza di questo processo nel quale era accusato di tentato omicidio, con la testimonianza in aula, in uno scambio di sguardi teso tra i due, della vittima di quell’aggressione che Incani avrebbe compiuto dopo aver pedinato la coppia.
Qualche giorno prima dell’udienza, una decina di giorni fa, Incani era stato rinviato a giudizio nell’ennesima causa per maltrattamenti in famiglia.
Di processi in corso ne aveva oltre cinque per gli stessi motivi e probabilmente l’alleggerimento della misura cautelare dal carcere a casa, deve aver prospettato all’uomo quello che sarebbe stato il suo prossimo futuro, spingendolo a suicidarsi.
Sulla vicenda, tuttavia, la procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un’inchiesta e domani dovrebbe essere disposta l’autopsia sul corpo.

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