Trasporto carente e disservizi. Pochi alibi per la tassa di soggiorno

Il caldo asfissiante e il ritorno di fiamma del Covid diciamo che non aiutano, e ancor meno stimolano, il turismo. Un discorso che vale qui in Centro Abruzzo, così come in qualsiasi altra località della penisola. I visitatori non mancano, sia chiaro, con il ponte del 2 giugno che ha fatto registrare quasi il tutto esaurito lo scorso mese nelle strutture ricettive sulmonesi. Ciò che in questo momento scalda meno gli animi degli albergatori ovidiani è l’ipotesi dell’introduzione della tassa di soggiorno sul territorio sulmonese.

Certo, la probabile introduzione della tassa arriva in un momento non particolarmente felice per l’economia. C’è poi il discorso servizi che può essere letto da due prospettive diverse. La prima, quella di migliorare i servizi con l’introduzione, appunto, della tassa di soggiorno. La seconda, invece, non vedrebbe servizi all’interno di Sulmona, tali da giustificare l’introduzione di un ulteriore aggravio fiscale a spese del viaggiatore.

E’ questa la posizione di Domenico Santacroce, storico imprenditore alberghiero di Sulmona: “Siamo località turistica ma non abbiamo nemmeno un servizio efficiente – spiega Domenico Santacroce – Abbiamo problemi con il trasporto pubblico, non ci sono i taxi. Per non parlare, poi, della condizione in cui versano le strade. Il turista cosa ha, alla fine, a parte le bellezze architettoniche della città? Noi dobbiamo anche battere la concorrenza altrove. Quando facciamo i preventivi ai vari gruppi dobbiamo fare prezzi competitivi, che corrono anche su un semplice euro in più. Tutta la Valle Peligna, a mio avviso, allora dovrebbe avere una tassa di soggiorno, altrimenti il turista pernotta nei paesi limitrofi e non a Sulmona. Adesso che è iniziata la ripresa andiamo a tassare invece di invogliare gente a venire”.

Una tassa particolarmente gravosa con l’aumentare della qualità ricettiva offerta. Negli alberghi a quattro stelle, ad esempio, la tassa toccherà i 2 euro e 50 a notte. Più leggera, invece, per quanto riguarda i B&B, affittacamere, alberghi a due stelle e alloggi temporanei (1 euro) mentre per gli hotel a tre stelle la tassa sarà di 1,50 euro. Sui servizi (o disservizi) dei trasporti c’è da evidenziare che la domenica l’unico autobus che collega Sulmona con il circondario è quello diretto a Scanno, tagliando fuori il resto della Valle Peligna e non solo, visto che anche l’Abbazia Celestiniana resta irraggiungibile per chi non è automunito. Peggio, invece, la situazione del trasporto all’interno della città peligna, con corse ormai regolarmente soppresse ogni giorno. Altra lamentela, frequente, da parte dei turisti domenicali sono le saracinesche di gran parte dei negozi del centro storico abbassate, con il visitatore che non può fare acquisti.

“Io tendenzialmente sono a favore – ci spiega l’imprenditrice alberghiera, Marta Carrozza – perché siamo una città turistica e perché il visitatore viene e consuma. Però è una tassa che riscuotiamo noi strutture. Siamo noi che ci mettiamo la faccia. Io, spesso, vado fino alla stazione a prendere gli ospiti con la mia automobile per portarli nella struttura. Quello è un esempio di servizio che è venuto meno all’ospite da parte del Comune”.

2 Commenti su "Trasporto carente e disservizi. Pochi alibi per la tassa di soggiorno"

  1. Luigi Gagliardi | 5 Luglio 2022 at 21:08 | Rispondi

    Bisognerebbe fare uno studio e vedere se ci sono i margini di guadagno per un servizio di car sharing, tipo ShareNow, così gli eventuali turisti possono prendere l’auto facilmente con una applicazione e fare i giri che vogliono.

  2. Albergatori, se ci tenete così tanto ai turisti perché non vi organizzate con una navetta in sharing che ad ore prestabilite fa il giro degli alberghi, stazione e principali monumenti fuori le mura.
    In altre località turistiche lo fanno regolarmente
    Che poi fuori le mura che ci può essere di interessante? Celestino V e …….

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