
Invece di “monetizzare” il dissenso, si dovrebbe rafforzare ogni azione politica e istituzionale volta a fermare o rivedere radicalmente il progetto e, se davvero si vuole parlare di compensazioni, queste dovrebbero essere proporzionate, strutturali, vincolate e soprattutto subordinate alla tutela della salute e dell’ambiente. Non usano mezzi termini i rappresentanti di Sbic Sulmona Bene in Comune nel definire “i tre milioni della Snam come un’offesa al nostro futuro”. Un’elemosina, continuano, che il sindaco di Sulmona sta trattando per compensare un danno ambientale e d’immagine “incalcolabile” per un territorio che in questo modo verrebbe “svenduto legittimando un’opera che i cittadini hanno rigettato con forza per anni”. È una questione di dignità, dichiarano da Sbic spiegando che “il metanodotto e la centrale di compressione avranno un impatto ambientale e paesaggistico che durerà per decenni e mentre una somma una tantum scompare in un bilancio comunale, lo scempio resta”.
Tra l’altro, aggiungono, la trattativa con Snam rappresenta la negazione di quanto finora sostenuto anche dalla politica favorevole a puntare sul turismo sostenibile, sul Parco della Maiella e sulla bellezza del nostro paesaggio. “Il Sindaco dovrebbe essere il primo difensore dell’integrità del territorio, non il liquidatore che cerca di ottenere il miglior prezzo per una ferita che non rimarginerà” ribadiscono da Sbic per i quali il problema non è solo quanto Snam sia disposta a pagare, ma cosa Sulmona rischia di perdere. Il riferimento è all’impatto che un’opera del genere avrà su un’area ad alta vulnerabilità sismica dove verranno inevitabilmente compromessi terreni agricoli, alterati paesaggi con ripercussioni anche sul valore immobiliare; senza dimenticare i rischi permanenti per la popolazione. “Pensare che tutto questo possa essere compensato con tre milioni di euro significa accettare una logica pericolosa, quella secondo cui la salute, la sicurezza e il futuro di una comunità abbiano un prezzo”. Ma di prezzo non si potrebbe nemmeno parlare perché, sottolineano da Sulmona Bene in Comune, un risarcimento economico, per essere tale, dovrebbe coprire non solo i danni immediati ma anche quelli futuri, diretti e indiretti. Se così è, si domandano “Chi si farà carico della perdita di attrattività del territorio? Chi risarcirà i cittadini per la svalutazione delle loro case? Chi pagherà il prezzo di un eventuale incidente o delle conseguenze sanitarie nel lungo periodo?” Domande alle quali nessuna cifra proposta può dare risposte credibili.
Ma, al di là delle argomentazioni economiche, c’è poi il nodo politico, perché “Sulmona non può essere trattata come territorio sacrificabile. Inoltre, una trattativa condotta senza un reale coinvolgimento del consiglio comunale e della cittadinanza mina il principio di trasparenza democratica”.
Un confronto pubblico, documentato e partecipato, che metta al centro l’interesse collettivo e non l’emergenza di bilancio, questo chiede Sulmona Bene Comune ribadendo che “tre milioni di euro possono forse tappare qualche buca, ma non riparano una ferita permanente al territorio. Sulmona merita rispetto, non un prezzo al ribasso sul proprio futuro”.
In TV la cerimonia per l’inaugurazione dell’ evento L’ Aquila capitale della cultura.
Mattarella ha posto l’ accento anche sulla sua provincia.
A quando la cerimonia per il riconoscimento di Sulmona capitale della monnezza,degli inceneritori e di tutti gli impianti portatori di inquinamento!?😞🤔
Non è possibile che il dio denaro si stia comprando x colpa di governanti scellerati l’ anima della nostra valle. C’era una canzone però di altri tempi che diceva: la gente di Sulmona in piazza scenderà xchè allu balcone non po’ sta’ a guarda iamm’ mo. Purtroppo altri tempi.
Quando passo in quella zona mi faccio il segno della croce. E non per il cimitero che e’ lì vicino ma perché mi pare di sentire l’urlo di dolore che la la natura lancia vedendosi così sfregiata !
Se avessi saputo che quest’opera fosse così impattante avrei dato anche io la mia parte per cercare di fermarla.
Mi scuso con i miei figli e nipoti per non aver potuto far nulla per salvare il nostro territorio !