Travolto da una moto: ciclista vittima e non “carnefice”

Era in sella alla bici quando venne travolto da un motociclista che viaggiava in direzione Sulmona. Il conducente della moto non si era accorto del ciclista le cui condizioni erano apparse sin da subito gravi tanto da finire in rianimazione dove si era ripreso dopo una lunga degenza. Finisce in tribunale il grave incidente stradale avvenuto il 24 maggio 2020 sulla strada provinciale Morronese, con la sentenza di non luogo a procedere a carico del ciclista per il reato di lesioni stradali colpose, emessa ieri dal giudice pre dibattimentale nei confronti di un noto imprenditore sulmonese.

Dopo l’incidente, entrambi erano stati trasportati in codice rosso in ospedale dove a causa dei traumi significativi il motociclista aveva ricevuto una prognosi superiore a 40 giorni mentre il ciclista era finito in rianimazione. Trasferito d’urgenza al presidio ospedaliero di Chieti per essere sottoposto ad un delicato intervento, il quadro clinico si era aggravato per una embolia polmonare dovuta sempre all’incidente.

Per il motociclista il processo si era chiuso con la messa alla prova mentre a carico del ciclista non è emersa ora alcuna responsabilità. Circostanza che aggrava, nel giudizio civile, la posizione del conducente della moto su cui pende una richiesta di risarcimento di 400mila euro.

Alla base del non luogo a procedere, la perizia cinematica depositata qualche giorno fa e dalla quale si evince che il ciclista era stato travolto in pieno dall’ultima moto del gruppo. Da qui l’esclusione di profili di responsabilità o negligenza nella causazione del sinistro. Sul punto, il giudice è chiamato a sciogliere la riserva.

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