Tribunale, al via la staffetta del digiuno

Dello striscione su palazzo di giustizia, che l’assemblea del Foro peligno ha deciso di affiggere venerdì scorso, no si ha traccia: sembra che l’azione di protesta, in un gioco di ossimori, debba essere autorizzata prima dal presidente del tribunale.
In compenso lo sciopero della fame che la consigliera comunale e avvocata Elisabetta Bianchi ha portato avanti per cinque giorni, è stato raccolto da una staffetta quotidiana che associazioni, comitati e semplici cittadini, stano portando avanti.
Dopo il digiuno di Pietro Di Paolo e Lola Di Stefano dei comitati, quello del musicista Beppe Frattaroli, si aggiungono ora altri testimoni.
Si unisce al digiuno l’associazione di economia solidale Gea: ieri è rimasto a digiuno Pietro Tamasi, oggi senza cibo resterà Giampiero Ciascetti, e ancora domani sarà la volta, per i comitati, di Mario Pizzola e a seguire Amedea Di Stefano e Pietro Cellitti e da Campo di Giove Antonella Capaldo e Pietro Capaldo. Insomma per tutta la settimana la cittadinanza si mobilita simbolicamente in difesa del tribunale: “Sentiamo il problema con particolare attenzione – scrive Gea – per una chiusura che rischia di privare un territorio, il Centro Abruzzo, che non è nuovo a queste spoliazioni, rendendo più fragile la sua economia e più difficoltoso per i cittadini l’accesso a servizi essenziali per il vivere civile”.

2 Commenti su "Tribunale, al via la staffetta del digiuno"

  1. Al fervore mostrato dai vari comitati è quantomeno strano che non corrisponda altrettanto fervore da parte dei diretti interessati… tutto tace.

    E poi dicono che il problema è i cittadini di controcorrente!!!

  2. Prendere il treno è tanto bello

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