Tribunale: Casini chiede tavolo tecnico-politico al ministro Bonafede

Una soluzione definitiva per il tribunale di Sulmona, per scongiurarne la chiusura, questo l’intento del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini. “Ho chiesto un incontro al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per affrontare, in un tavolo tecnico – politico, anche in vista della Conferenza Stato Regioni, che si terrà a breve, la tematica della salvaguardia del tribunale di Sulmona, al fine di una definiva risoluzione, visti anche i tempi stretti che ci separano dalla proroga alla chiusura del Tribunale prevista per il 2020”.

Domani sarà presentato il documento finale approvato dalla Commissione regionale sui Tribunali minori abruzzesi, atto in cui sono state riportate tutte le istanze del territorio montano, evidenziando “la reale situazione orografica e mettendo in evidenza le ragioni tecniche e politiche della decisa contrarietà all’ assurda chiusura del nostro tribunale, riconosciuto tra i presidi italiani per efficienza e produttività. “Istanze che – sottolinea il sindaco – sono racchiuse nelle delibere consiliari dei Comuni del centro Abruzzo, in linea con la delibera approvata dal Comune di Sulmona in un Consiglio comunale straordinario all’interno del Palazzo di Giustizia,  e che sono state consegnate e inviate anche al Ministero “ e specifica “Abbiamo lavorato per tutto questo tempo in sinergia con  l’Ordine degli Avvocati di Sulmona e gli operatori in forza al presidio giuridico, dimostrando concretamente come il Tribunale peligno sia meritevole di continuare la propria attività”.  

Un impegno che vuole, sul tavolo, un finale diverso rispetto alle tante spoliazioni e forbici pronte ai tagli sul territorio “E’ importante far capire che il tribunale di Sulmona, così come il Punto Nascita dell’ospedale peligno, si trova al centro di un vasto territorio montano, con distanze spazio temporali dal capoluogo di regione insostenibili e con caratteristiche che lo rendono area disagiata” rimarcando gli effetti della chiusura del presidio giudiziario e non solo, “la chiusura non produrrebbe risparmi in termini economici, ma solamente enormi disagi, danni e disservizi ai cittadini”. “La politica dei numeri – conclude il sindaco – deve lasciare il posto alla politica dei servizi per rispondere alle reali esigenze dei cittadini”.

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