Tua abbandona le aree interne: sprechi e criticità del trasporto pubblico. Sciopero il 6 febbraio

I settanta autobus in dotazione al deposito Tua di Sulmona sono parcheggiati nel retro. Dentro il capannone ci sono solo quattro auto di servizio e non certo perché manchi lo spazio, piuttosto l’altezza. Il tetto dell’ampio garage, nella zona industriale, è troppo basso, insomma, ed è solo uno degli esempi di come il denaro pubblico venga sperperato nella società regionale del trasporto.

L’elenco completo lo hanno fatto questa mattina i sindacati che hanno convocato un’assemblea dei lavoratori nel deposito non deposito di Sulmona, ricordando come manchi del tutto una politica del recupero degli incassi, con i controllori che sono stati di fatto aboliti, il biglietto unico che non è mai partito, e, da ultimo, anche a Scanno, Secinaro, Ateleta e Tocco da Casauria, da questa settimana, l’esternalizzazione del servizio a privati che rende più inquinante e di minore qualità il servizio e contribuisce allo spopolamento delle aree interne.

“Una ventina di famiglie hanno dovuto lasciare questi paesi – denunciano i sindacalisti – per trasferirsi nei centri di riferimento: Sulmona e Pescara, principalmente”.

A pagare lo scotto sono soprattutto i lavoratori, chiamati a turni massacranti, missioni a distanza e ferie non riconosciute. Quanto basta perché la vertenza Tua, sia approdata oggi, dopo il fallimento delle trattative sindacali, all’indizione di uno sciopero per il prossimo 6 febbraio, quando per quattro ore, dalle 9 alle 13, saranno spenti motori e computer.

Senza neanche la possibilità di parcheggiare i mezzi in garage.

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