
Arriva la richiesta di rinvio a giudizio per i sei tifosi della Pro Vasto, accusati di lesioni aggravate dai futili motivi, minacce, accensioni pericolose e imbrattamento di cose altrui durante la trasferta a Sulmona, il 5 gennaio scorso. La richiesta di andare a processo è stata inoltrata dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, a seguito dell’aggressione subito da un cittadino di origini tunisine, dopo il triplice fischio della gara del campionato di Eccellenza abruzzese.
Il giudice si esprimerà nell’udienza preliminare fissata per il 26 gennaio del prossimo anno, per capire se le prove raccolte per i fatti avvenuti in piazza Ruggeri siano abbastanza solide per andare a processo. A sostegno ci sono le registrazioni video delle telecamere di sorveglianza, posizionate nei pressi del piazzale, e le testimonianza di alcuni passanti raccolte dagli inquirenti.
Un’aggressione avvenuta mentre l’uomo era intento a spingere un’automobile in panne. Prima l’accerchiamento, poi gli insulti razzisti a cui hanno fatto seguito calci, pugni e spintoni.
A fermare la furia dei tifosi teatini è stato un agente di polizia fuori servizio, rimasto ferito lievemente durante la colluttazione.
Sette i giorni di prognosi refertati alla vittima, trasportata presso l’ospedale “dell’Annunziata” di Sulmona. L’ira dei vastesi sarebbe nata da un litigio, avvenuto alcune ore prima della gara tra Ovidiana e Pro Vasto, davanti a un autolavaggio.
Ai sei il Questore, Fabrizio Mancini, aveva applicato il daspo, ovvero il divieto di accesso agli stadi e alle manifestazioni sportive
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