Un “gazebo” per Salvini

“Al grido di Salvini non si tocca”, oggi e domani il popolo della Lega scende in piazza per scongiurare il processo sul caso Diciotti nel quale il vice premier potrebbe essere coinvolto. Una raccolta firme sarà il mezzo attraverso il quale salvare il leader della destra che ha riempito piazza XX Settembre in occasione del comizio di domenica scorsa. L’iniziativa è annunciata dal coordinatore della Lega Valle Peligna Fabio Federico che parla di  “vicinanza della gente all’operato del nostro Ministro dell’Interno. Sulmona ha offerto un colpo d’occhio incredibile per le migliaia di persone presenti, lo stesso Salvini è rimasto colpito dall’affetto che ha trovato, dalle centinaia di persone che cantavano inni in suo onore e dall’attesa per fare un selfie con lui. Ora quest’affetto dobbiamo dimostrarlo tutti venendo nel nostro gazebo” invita Federico. Il gazebo sarà attivo dalle ore 10.

14 Commenti su "Un “gazebo” per Salvini"

  1. Scusate ma non aveva detto lui che voleva essere processato?

  2. Penso che la solidarietà in questo paese sia un concetto da rivedere. La si presta a favore di un supponente con atteggiamenti razzisti per evitargli un processo e con un processo sommario da teste disabitate si è già condannato all’emarginazione e alla povertà chi avrebbe davvero bisogno di aiuto. Povera’Italia alla deriva

    • La solidarietà non è essere complici di quel gruppo ristretto di persone che mangia sulla pelle di persone che “scappa” in perfetta forma fisica e smartphone

  3. Ieri sera, auto bloccata sotto un’intensa nevicata in una zona di montagna nei pressi di Trento. Le uniche persone che, nel gelo e in mezzo a camion che sbandavano pericolosamente, si sono prodigate per aiutarmi, prestandomi le loro catene e riavviando la mia auto in panne, sono state un albanese e un nigeriano. I locali, invece, seduti comodamente nei loro fuoristrada inveivano contro di me per aver bloccato il traffico. Ecco cos’è la solidarietà. Una volta eravamo conosciuti all’estero per tale qualità. Ora dobbiamo impararla da coloro che in questo Paese a fatica provano ad integrarsi. I gazebo organizzateli ad esempio per garantire una reale parità di diritti e opportunità ai bambini stranieri che frequentano le scuole con i vostri figli. Avete mai provato a invitarli a casa vostra per seguirli nei compiti? Forse no! Eravate troppo impegnati a preparare i cori per esaltare chi fino a qualche anno fa vi giudicava meridionali fannulloni e zavorre per l’efficientissimo nord. E ora viene a raccattare voti da chi è facilmente influenzabile.

  4. Carlo Rossi Doria | 2 Febbraio 2019 at 14:28 | Rispondi

    Condivido pienamente ciò che dice Vera.
    Ci hanno trattato da terroni per decenni, da tempo immemorabile, ora Salvini vuole i nostri voti. Che stia a casa sua , come lui dice agli immigrati. Votiamo per i nostri rappresentanti, Punto e basta

  5. Vogliamo parlare della povera Pamela fatta a pezzi dal nigeriano Oshegale?

  6. Tipica frase slogan che la lega mette in bocca a chi non ha argomenti per rispondere nel merito. Ci vorrebbe più capacità di ragionare e da un abruzzese mi aspetterei proprio questo. Chi non esprimerebbe un giudizio negativo su quel fatto? Potremmo riempire le pagine de Il Germe di esempi negativi e deplorevoli di omicidi efferati commessi da connazionali o da stranieri. Purtroppo non è riferibile a un nigeriano di nome Oshegale il male dell’Italia che non riesce a garantire l’accoglienza a chi scappa da guerre, carestie e povertà. Cerchiamo di non usare facili slogan e ragioniamo sul contesto generale. Non dimentichiamo il rispetto per il prossimo e la solidarietà verso gli altri. Sono i valori che fanno bello un popolo. Viva l’Abruzzo che pensa e ragiona con la propria testa e che non dimentica la propria storia di migrazioni!

    • Storia di migranti che sono andati in usa, Belgio, Australia e Venezuela a schiumare sangue legalmente. Non andavano la a ciondolare e a farsi mantenere. State tranquilli che tanto a questa tornata elettorale farete un tonfo clamoroso. Ci sarà da ridere per anni.

  7. OTTOBRE 1912: Relazione Dell’Ispettorato Per L’Immigrazione Al Congresso Americano Sugli Immigrati Italiani Negli Stati Uniti.
    Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
    Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
    Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
    Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
    Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
    Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
    Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
    Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
    Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
    Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
    I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali…
    …….Si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.
    Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purché le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
    Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.
    Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
    La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.

    • Parole parole parole. Oggi ad Atri è stato tirato un uovo ed è stata colpita una donna “bianca”. Nessun commento da parte del mondo che predica accoglienza e bandiere arcobaleno. Se fosse stata straniera ora stavate qui a martellarci gli scatoloni al grido di “razzisti”. Come al solito due pesi due misure e tutto strumentalizzato per i propri scopi.

  8. La differenza tra uno che va ad Atri (o in altra piazza) ad osannare Salvini e chi “predica accoglienza” sta nel modo di vedere le cose e vivere la relazione con il prossimo.
    Io avrei scritto “Oggi ad Atri è stato tirato un uovo ed è stata colpita una donna. Che sia bianca, nera, gialla, di destra o sinistra, del nord o del sud, povera o ricca, poco importa. Se qualcuno mira ad offendere verbalmente o fisicamente l’altro commette un’azione ingiusta e spesso un reato. Quello che la Lega sta facendo è dividere sulla base dell’idea che qualcuno ha più diritti di altri, che se un uovo arriva in testa ad una bianca sia diverso da un uovo che arriva su un nero. Se ragioniamo sui valori e sui principi ci accorgeremmo di quante cose inesatte ci vengono riportate, di come spesso pendiamo dalle labbra di chi urla in tv e nelle piazze, e come la nostra attenzione viene sempre dirottata sulle differenze tra me e te piuttosto che sul valore dell’uomo (e della donna) in quanto essere umani. Questa è la storia di questo movimento che è nato per la secessione del Nord e che per raccattare i voti al centro sud ha semplicemente eliminato la parola Nord dal logo ma che nello statuto ha ancora l’indipendenza della Padania come finalità. Abruzzo sveglia!!!! Prima che sia troppo tardi. Non farti ingannare dalle apparenze!!

    • Qua la volevo, non è stata spesa una parola per questa donna di Atri. Invece per l’uovo a Osakue i media hanno martellato per settimane. Chissà perché questo 2 pesi 2 misure.

  9. Proprio perché, come ho sottolineato nel precedente commento, la Lega sta tentando di influenzare il pensiero dei soggetti più deboli per creare divisioni. Noi e loro, gli italiani e gli altri (il Nord e e il Sud, e questo non dimenticatelo) la signora “bianca” e il ragazzo “nero”. E i commenti a questa notizia lo dimostrano. Ovvio che i media riprendano questa impostazione divisiva…. E comunque, nei fatti, l’uovo era diretto a Salvini e l’unica colpa che aveva la donna era di essere ad un comizio di uno che come epiteto in pubblico non ha trovato di meglio della parola “cogli..e”. Ma è inutile sottolinearlo… non è certo uomo che sappia dare il buon esempio nei modi e nel linguaggio!

    • Ma che stai a di? Ma ci faccia il piacere, ora magari la colpa è pure della signora che democraticamente ascoltava un ministro. Ma vi rendete conto che predicate una cosa e poi fate l’opposto?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*