Un “Papa straniero” per la Saca. Cogesa, i sindacati: “Ci vuole un direttore”

Il “se ne riparla a settembre” è arrivato: sul tavolo della politica locale è l’ora delle scelte per le società partecipate. Saca e Cogesa si trovano davanti ad un bivio non più rinviabile, anche se in contesti e soprattutto condizioni finanziarie diverse tra loro.

Saca dovrebbe eleggere oggi, infatti, il nuovo consiglio di amministrazione, rimasto congelato per tutta l’estate, ovvero dopo l’approvazione del bilancio a luglio. La trattativa non è stata facile, ma alla fine sembra che un accordo sia stato trovato tra i sindaci e le tre componenti politiche di centrodestra, centrosinistra e civici.

A presiedere la partecipata dell’acqua, però, sarà probabilmente un “Papa straniero”, l’unico sul mercato, a quanto pare, con le professionalità e il tempo necessari.

La scelta è caduta, fermo restando le sorprese dell’ultima ora a cui la Saca non è estranea (così fu nell’ultima nomina del Cda), su Luciano Di Biase, ex commissario dell’Ersi e uomo molto legato a Luciano D’Alfonso, a partire dalla sua origine di Lettomanoppello. Con moglie pescolana, Di Biase è stato messo sul tavolo proprio dal sindaco di Pescocostanzo Roberto Sciullo: la sua è la figura tecnica che era alla base della pace (vera o apparente) tra le componenti politiche del territorio. Uno del mestiere, insomma, che dovrà traghettare la società pubblica nel difficile guado della fusione del gestore provinciale, gestire i 5 milioni di euro del Pnrr per la digitalizzazione e rendere sostenibile la gestione delle risorse con le nuove sfide energetiche entrate prepotentemente negli affari della società e sulle bollette, già a conguaglio, dell’utenza.

Con lui faranno parte del Cda la commercialista pratolana Rosantonia Santangelo in quota centrodestra (scelta dalla sindaca Di Nino) e Alessandro Pantaleo, direttore uscente della Casa Santa dell’Annunziata, espressione dei gerosolimiani.

Questo, almeno, è quanto dovrebbe uscire dall’assemblea convocata per oggi. E se nel settore idrico si è trovato il modo di restare a galla, diversa è la situazione in quello dei rifiuti.

Domani dovrebbe svolgersi un altro tentativo di riunire il controllo analogo e dare il via libera al bilancio di Cogesa che, ormai a settembre, non ha approvato né il consuntivo, né il previsionale.

Il dibattito si è arenato sugli strumenti del controllo analogo e sulla scelta di nominare un direttore generale, che trova pro e contro tra i sindaci e le forze politiche del territorio. Dell’opportunità di una figura professionale dedicata, per quanto costosa (120mila euro l’anno in bilancio), si sono detti anche i sindacati, dopo un incontro avuto venerdì scorso con il sindaco di Sulmona Di Piero e l’assessora al ramo Katia Di Marzio.

“Abbiamo convenuto che per Cogesa occorra un tecnico, avulso da ogni logica politica e partitica, che incarni capacità gestionali – necessarie anche a carpire ogni fondo dato dal Pnrr – e conoscenza del mondo dei rifiuti – scrivono Cgil, Cisl, Uil e Fiadel -. Un tecnico che inizi un’opera eticamente indirizzata ad una ristrutturazione aziendale e che vada di pari passo – come definito dall’assessore Di Marzio – con un piano di risanamento aziendale che sia la base per una nuova politica industriale della Società”.

6 Commenti su "Un “Papa straniero” per la Saca. Cogesa, i sindacati: “Ci vuole un direttore”"

  1. Spero la saca ci ripensi. perché un uomo di d Alfonso a capo della saca? Lo stesso primo cittadino aveva deliberato la concessione di strutture comunali alla figlia del di Biase. Vigilate sulle future assunzioni

  2. Finalmente, si torna a parlare di politica… quella che interessa a LORO.
    Chissà nelle ultime scaramucce politiche, note e non, quanto di queste 2 prossime nomine hanno pesato nelle vicende.
    Quello che non digerisco è l’accordo a 3.

  3. Ma scusate lo stesso sindaco non voleva uscire dal consorzio? Gatta ci cova. Occhio ragazzi .

  4. Quando guadagna il componente del CDA? Chiedevo per mio Figlio che è molto curioso.Grazie per l’eventuale risposta della Redazione.

  5. Mi chiamo Antonio | 5 Settembre 2022 at 21:02 | Rispondi

    … che bellissimi metodi “ democratici” di spartizioni e assegnazioni di incarichi…
    ma con quale faccia vanno ancora in giro a chiedere voti e appoggi?

  6. Olio petrolio benzina minerale | 5 Settembre 2022 at 21:27 | Rispondi

    Non è quanto guadagna perché lo stipendio e poco scarsi mille euro sono i soldi che si gestiscono distinti saluti

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