Una donna sola al comando, in attesa del consiglio

A forza di ripeterci che siamo in guerra, che siamo soldati e che c’è un nemico da sconfiggere (no, non siamo in guerra, siamo nel pieno di una pandemia come cittadini e non soldati e c’è un virus da contrastare) può accadere che ci si inizi a credere per davvero. Nella Repubblica romana, in casi straordinari e di emergenza come i periodi di guerra appunto, veniva nominato un dictator, uomo solo al comando che assumeva su di sé tutti i poteri. L’antica Roma è lontana nel tempo e studiata nei libri di storia, ma pare esercitare ancora una tensione forte verso il presente. Da giorni le opposizioni nazionali chiedono al primo ministro Conte di condividere con tutte le forze parlamentari le future scelte sulla crisi e proprio pochi giorni fa, il parlamento – seppur in forze ridotte – è tornato a riunirsi dopo poco meno di un mese di vacatio. È notizia di ieri quella dell’Ungheria dove il premier Orbán si è fatto attribuire pieni poteri dal parlamento senza specificare alcun limite temporale.

Anche a Sulmona, vista l’emergenza, si governa con una donna sola al comando. L’ultimo consiglio comunale è quello della mancata sfiducia alla sindaca Casini dello scorso 19 febbraio, mentre anche il lavoro delle commissioni è fermo. Gli appelli per un ritorno ad un barlume di normalità e condivisione politica sono arrivati dalla consigliera di minoranza Bianchi che ha chiesto alla sindaca: “di uscire al più presto dal percorso solitario intrapreso e di riunire senza indugio la commissione consiliare Sanità al fine di valutare e concordare le posizioni da assumere in ogni sede di interlocuzione delle Istituzioni sovraordinate con il Comune di Sulmona. Infatti abbiamo da preservare a Sulmona servizi intrasferibili come ad esempio il percorso nascita, la dialisi, l’assistenza oncologica ed a Sulmona, nell’organo collegiale preposto (al fine di scongiurare la evocazione di inutili creature mitologiche) vanno ricercate le condizioni di assistenza in assoluta sicurezza di tutti i servizi in essere sin quando i pazienti Covid in transito nell’ospedale di Sulmona non verranno dislocati nel presidio di destinazione. È inoltre importante che, come già da tempo attuato per la Giunta anche il Consiglio Comunale e le sue Commissioni siano messe in condizioni di lavorare da remoto, obiettivo fissato dalla OPCM e sul quale scontiamo incomprensibilmente un ritardo inaccettabile rispetto a tutti i Comuni del circondario che hanno già trasferito i loro organi istituzionali su piattaforma digitale per il buon funzionamento dell’Ente e l’attuazione della democrazia”.

Sul fronte consiglio comunale, la presidente Di Marzio fa sapere che è attesa a giorni una riunione Skype dei capigruppo per capire quando convocare il prossimo. Al momento permangono alcuni problemi da risolvere. La Satic ha già proceduto a fare la propria proposta d’acquisto del software per lo svolgimento del consiglio comunale (con annessa possibilità di votazione) online, ma c’è un inconciliabilità sulla votazione online con il regolamento. Ad ogni modo, al momento, non si è in grado di prevedere quando potrà tornare ad essere convocato il consiglio comunale. In attesa del ritorno alla normalità istituzionale (se così si può definire visto che avverrà grazie ad un software), l’epidemia ha creato le sue novità anche nel resto di palazzo San Francesco. I lavoratori del Comune si sono riadattati in smart working infatti, sono circa 40, poco meno di un terzo del personale comunale.

Savino Monterisi

1 Commento su "Una donna sola al comando, in attesa del consiglio"

  1. Solo retorica…che non porta a nessuna parte!!! caro Germe

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