Una gestione di comunità per Spazio Ovidio, sopralluogo nella struttura pronta all’uso

Nelle sale espositive sono in corso gli ultimi ritocchi: l’inquadramento delle proiezioni, l’inserimento di qualche logo in 3D, l’apposizione dei cartelli per le vie di fuga.

Sale espositive ampie e attrezzate, una zona biblioteca, una sala conferenze da cinquanta posti e poi, al piano di sotto, un bar attrezzato, una zona per lo sporzionamento dei cibi (con tanto di bancone scaldavivande e frigorifero professionale), una splendida sala foyer con affaccio su vetrate ampie e cortile e persino una ludoteca per i bambini.

Di fatto Spazio Ovidio, i millecento metri quadrati ristrutturati nell’ex convento di Santa Caterina, è pronto all’uso. Se solo ci fosse qualcuno che sappia cosa farci e come usarlo.

In realtà qualche passaggio tecnico manca ancora: la conformità antincendio, per la quale il Comune sta provvedendo in questi giorni ad affidare l’incarico ad un professionista (“tempo un mese” dice l’assessore Casciani) e la scala di emergenza esterna che permetterebbe l’ingresso ad oltre le 130 persone contemporaneamente (80 sotto e 50 sopra) che attualmente è limitato ad ospitare. “I soldi li abbiamo già – dice Casciani – però intanto apriamo senza scala d’emergenza per 130 persone”.

Il problema è aprire per fare cosa e soprattutto chi aprirà la struttura, ovvero chi la gestirà. Per questo motivo l’altro giorno il sindaco Gianfranco Di Piero e l’assessora alla Cultura Rosanna Tuteri, hanno fatto un sopralluogo con un gruppo di imprenditori e operatori culturali. Una presa visione in realtà promossa e organizzata dalla Camera di Commercio (che su Spazio Ovidio ha investito quasi 300mila euro per arredarlo) e dalla Dmc.

“Abbiamo voluto far comprendere le potenzialità di questa struttura agli imprenditori e agli operatori culturali perché Spazio Ovidio sia messo nell’agenda delle cose di cui occuparsi – spiega Fabio Spinosa, consigliere della Camera di Commercio – perché se vogliamo far diventare questa struttura un elemento di richiamo, bisogna prevedere un budget di circa 200mila euro l’anno”.

Per questo l’incontro è servito anche per aprire prospettive e discussione sulla forma di gestione: una fondazione, una gestione in house, un’associazione o una federazione di operatori.

“La prossima settimana ci rivedremo per fare un conto economico più preciso – continua Spinosa – e come Dmc abbiamo già coinvolto degli esperti per disegnare un piano di gestione all’altezza”.

Per Natale Spazio Ovidio dovrebbe essere d’altronde pronto all’uso e bisognerà, se non farsi trovare pronti, almeno avere un piano di come usarlo.

4 Commenti su "Una gestione di comunità per Spazio Ovidio, sopralluogo nella struttura pronta all’uso"

  1. Per le pratiche antincendio verrà applicato il principio della rotazione dei professionisti???

  2. Dante Del giovane | 7 Novembre 2022 at 12:00 | Rispondi

    Sarebbe bello se venisse messo a disposizione come,casa delle associazioni di volontariato e non coinvolgendo il CSV così da renderlo vivo con molteplici interssi

  3. Bene,bene.

  4. Questo paesone è pieno di associazioni che da tanti anni operano nel mondo del sociale e della cultura e che hanno bisogno di uno spazio plurale, più volte chiesto e richiesto e mai ottenuto, parlando con diverse amministrazioni, quella attuale compresa. E niente, come al solito rimarranno spazi pubblici chiusi o gestiti dai soliti noti in maniera “elitaria” e non collettiva. Cambiare tutto per non cambiare nulla. La prossima volta alle elezioni comunali tutti al mare…

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