Una “pera” a Palazzo

Una siringa nel cortile del palazzo municipale di Sulmona, quello dell’ex caserma Pace in via De Amicis. Lasciata tra un cespuglio e l’altro, non si sa come e da chi. Perché, in teoria, quel luogo dovrebbe essere inaccessibile di notte e controllato di giorno, quando gli uffici sono aperti. Neanche a dire che qualcuno l’abbia buttata da fuori, perché il luogo del ritrovamento è lontano dall’ingresso. Qualcuno, verosimilmente qualche tossicodipendente, è insomma entrato nella struttura e ha deciso di farsi lì una “pera” come viene chiamata in gergo: più probabile che abbia scavalcato fuori orario, in realtà, entrando in uno spazio che si trova in totale abbandono. Perché siringa a parte, la desolazione in quello che prima era un gioiellino alle porte del centro storico è evidente (video): il prato trasformato in una distesa di fango e foglie, la fontana in pietra vandalizzata e rotta, l’immondizia sparsa, il piazzale trasformato in parcheggio privato per i dipendenti comunali, il gabbiotto d’ingresso dove si trovava l’ufficio affissioni sporco e abbandonato, con ancora gli orari e i numeri di anni fa.

La manutenzione del patrimonio pubblico, d’altronde, è lo specchio della sciatteria che ha raggiunto la città: dopo la storia di palazzo Mazara, infatti, un’altra vicenda e altro guano di piccione sono venuti alla “luce” in questi giorni. A palazzo Pretorio, in particolare, sono accumulati decine e decine di sacchi della spazzatura contenenti guano di piccione, che per la cronaca sono rifiuti speciali e pericolosi. Buttati dentro la struttura, non si sa da quanto tempo, a maturare e fermentare, senza che nessuno bonifichi gli spazi. In attesa del recupero dell’edificio, quello che prima aveva un finanziamento, poi non più, poi ancora inserito in Casa Italia, già Casa Italia e chi ne ha saputo più niente.

Bisogna averla bene a mente questa mappa del degrado e dell’indifferenza nei confronti del patrimonio pubblico quando si parla di politiche per il centro storico, di città da far tornare a vivere. Bisogna averlo bene a mente quando si chiede, anzi si ordina, ai commercianti di ripulire le proprie vetrine per il decoro urbano. Perché chi non è in grado di tenere pulito in casa propria (che poi è la casa di tutti), non può permettersi di dispensare ramanzine e multe.

6 Commenti su "Una “pera” a Palazzo"

  1. Uno squallore dietro l’altro..Che tristezza infinita. Arriverà mai qualcuno che ci terrà davvero al decoro urbano? La speranza è l’ultima a morire…

  2. Siamo in piena decadenza. Solo un miracolo potrà salvarci.

  3. Una città ridotta allo schifo ! Non venite a chiedere il voto per Maggio!!! A proposito le nuove leve arruolate dal burattinaio già hanno abbellito le loro bacheche social con belle foto e cuoricini a Tutti ! Ridicoli personaggi

  4. Ma siamo sicuri che il “tossicodipendente” sia entrato dall’esterno????

  5. Due foto che fanno più male di un pugno…e questi INETTI li paghiamo pure…

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