Una porta per l’aldilà

Pannelli da cantiere a scaglie orientati (Osb) come pareti e tubi innocenti come scheletro: un po’ accappato, un po’ messo in sicurezza. Dopo quasi un anno dalla chiusura, l’11 gennaio scorso, domani si tornerà ad entrare al Camposanto di Sulmona dalla porta principale. Certo l’effetto non è proprio quello monumentale dell’originale, ma almeno la processione non dovrà farsi spazio tra i container che sono stati allestiti su un ingresso laterale per ospitare uffici e obitorio. Appena in tempo per onorare i morti e mortificare i vivi. Perché la soluzione annunciata dal vicensindaco Mauro Tirabassi non ha l’aria di essere temporanea. Non meno di una vita.

Per ristrutturare l’ingresso del cimitero, infatti, stabile censito tra i beni monumentali dalla soprintendenza, ci vorranno qualcosa come due milioni di euro. Soldi che al momento non si ha neanche idea dove recuperare.

La struttura, con gli spazi che fino a gennaio ospitavano gli uffici e l’obitorio, è infatti inagibile. Classificata con categoria E (la più disastrata) dalle schede Aedes redatte dopo il terremoto del 2009. In sedici anni, però, nessuno si è ricordato di quel pezzo di carta finito nei cassetti di palazzo San Francesco, all’ultimo posto del girone dell’Inferno. Nessuno ha chiesto un finanziamento a Fossa o alla soprintendenza per renderlo agibile, nessuno ha anche solo pensato che quella struttura precaria avrebbe potuto fare morti, più che ospitarli.

E non è il caso di ingolfare, più di quanto faccia il fato, il cimitero di Sulmona, perché i posti per l’eterno riposo continuano ad essere merce rara e soprattutto costosa, affidata, ormai da tempo, solo alle casse delle confraternite.

I loculi comunali, infatti, non riescono a vedere la luce – o le tenebre se si preferisce -: a distanza di due anni dalla riconsegna dei lavori dei 372 letti eterni, infatti, nessun funerale ha concluso la tumulazione nell’ala pubblica.

Da quasi due anni si parla di un bando per la loro assegnazione, con l’amministrazione comunale che, esattamente un anno fa, sembrava aver raggiunto una decisione sul criterio per stilare la graduatoria: una metà dei loculi assegnati in base all’età e al reddito e un’altra metà riservato alle emergenze.

I soldi incassati dai primi sarebbero serviti per completare gli altri.

Il bando, però, non è mai arrivato (l’ultimo risale al 2016), nonostante il Comune si sia preoccupato nel frattempo anche di aggiornare i prezzi di mercato.

“Servono almeno 250mila euro per concludere le opere – spiega Mauro Tirabassi – la procedura si è arrestata inspiegabilmente. Non si è proceduto né a fare un bando che avrebbe permesso di completare le opere, né a trovare fondi per ultimare prima l’ala cimiteriale”.

Toccherà aspettare l’eternità.

5 Commenti su "Una porta per l’aldilà"

  1. … 2 milioni di euro per la ristrutturazione di un ingresso cimiteriale, dichiarato bontà loro ” monumentale”… in Italia è ormai maturo il tempo di dichiarare ” San MAGNO ” nuovo Patrono della Nazione…

  2. VORREI SOLO CHIEDERE DI USUFRUIRE DE ENTRATE AGGIUNTIVE,ORMAI E QUASI UN KM PER ARRIVARE IN FONDO E I VECCHIETTI NON CE LA FANNO
    BASTANO CANCELLI ELETTRONOCI PER APRIRLI E CHIUDERLI

  3. ONESTA' onesta' | 31 Ottobre 2025 at 09:22 | Rispondi

    SINDACOOOOO DI COSA SI PARLA???? CHI CI DEVE LUCRARE???? SIETE IMPAZZITI??? 2 MILIONI DI EURO PER L’INGRESSO DEL CIMITERO?? NON E’ IL VERANO….CI METTA MANI E FACCIA LAVORARE AL PIU’ PRESTO LE DITTE PRIMA CHE CON LE PIOGGE VENGA TUTTO GIU’….FORZAAAA….
    Ps: I PERMESSI ALLE AUTO PER L’INGRESSO AL CIMITERO DEVONO ESSERE PIU’ CHE DIMEZZATI PERCHE’ E’ DIVENTATO UN AUTODROMO….UNO SCHIFO…..FORZA SINDACOOOOO….

  4. Davvero assurdo.
    In una città in cui manca tutto…

  5. beh w milioni potrebbero sembrare tanto ma se diq uadro economico bisogna sottrarre l’Iva, la progettazione, direzione lavori responsabile della sicurezza, detrarre spesa dei restauratori obbligatori trattandosi di immobile sottoposto a vincolo monumentale ex l. 1089 e di importo lavori rimarranno si e no circa 1.2 milioni assolutamente congruo se si deve anche fare l’adeguamento sismico. prima di accusare di ruberie bisogna conoscere la materia.

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