
Si chiama “accordo di confine” ed è stato al centro l’altro giorno di un incontro tra il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, quello di Isernia, Pietro Castraro, e quello di Agnone, Daniele Saia. Quest’ultimo, come il primo cittadino di Castel di Sangro, anche presidente della sua Provincia. Quanto basta per dare robustezza istituzionale ad un’idea che è in piedi in verità da qualche anno, quella cioè di ridisegnare, almeno nei servizi, la geografia regionale. L’obiettivo è in particolare quello di istituire una rete interregionale funzionale del servizio sanitario: un accordo in pratica tra i tre rispettivi ospedali per gestire, senza pesare sulla mobilità passiva delle rispettive Asl, i pazienti di questa parte di aree interne e, soprattutto, i flussi turistici da cui sono interessate specie nei periodi invernali.
Il progetto ha trovato già una sponda, mesi fa, nel presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, che aveva sostenuto l’idea di un accordo di confine per l’ospedale di Agnone al fine di rafforzarne il pronto soccorso. Dal canto suo Caruso, appena rieletto per la terza volta presidente della Provincia dell’Aquila, conta di convincere anche il suo presidente abruzzese di filiera Marco Marsilio e, d’altronde, non è che qualcuno, dalla Valle Peligna, la grande esclusa, possa influire sulle scelte.
L’insediamento ieri del nuovo consiglio provinciale, ad esempio, ha restituito una fotografia dalla quale Sulmona e il suo circondario immediato (compresa quindi la Valle Subequana) sono del tutto assenti. Neanche un rappresentante nell’ente, egemonizzato principalmente dalla Marsica (con ben sette consiglieri) e dall’Aquila (con gli altri tre); con il solo presidente Caruso a rappresentare l’area peligno-sangrina che, però, alla luce dei fatti, è diventata solo sangrina.
Sulmona e il suo ospedale, insomma, rischiano, e in fondo già sono, di essere completamente isolati: “La rete sanitaria tra l’alto Molise e l’Alto Sangro – spiega Caruso – già esiste nei fatti. I cittadini qui preferiscono recarsi ad Isernia per le cure e questo non solo per le distanze che più o meno si equivalgono, ma perché il Molise è presente sul territorio in modo costante. I ginecologi, ad esempio, vengono qui spesso a fare ambulatorio ed è naturale che se una gestante comincia un percorso con un professionista, poi lo segue nel suo ospedale di riferimento. Questa attenzione da Sulmona, purtroppo, non c’è sempre stata”.
Le distrazioni del capoluogo peligno, in fondo, non sono solo sanitarie: l’attuale amministrazione Tirabassi, così come molti dei suoi predecessori, ha inserito nel programma di mandato “accordi con agenzie per pacchetti integrati e su una rete sinergica con Alto Sangro, Valle del Sagittario e Subequano” per agganciare i cugini ricchi del turismo, insomma. Ad oggi, però, non risulta che ci sia stato neanche un accordo, neanche un manifesto, in verità, per far salire sul trenino elettrico lungo corso Ovidio qualche turista dell’Alto Sangro o regalargli una imperdibile visione di Vacanze di Natale all’addiaccio.
I sindaci e i rispettivi assessori al Turismo non si sono mai incontrati, neanche un invito di straforo a Rita De Crescenzo e ai suoi follwers, se proprio si volessero raccogliere le briciole e il “folklore”.
Più in generale Sulmona ha perso l’occasione di diventare la città di riferimento del turismo dell’Alto Sangro, venendo soppiantata, grazie ad una politica di investimenti soprattutto sugli impianti sportivi, da Castel di Sangro, non a caso una delle poche città in costante (seppur moderata) crescita negli ultimi dieci anni.
Più che un mondo, si potrebbe dire, una Provincia a parte.
piove sul bagnato!!!
La Valle Peligna inesistente.
W la Marsica e L’Aquila.
Lavoriamo per loro.
Ma noi abbiamo fidati di me………….
Amministrazione comunale di Sulmona,se ci sei batti un colpo!!!Ma non ti vantavi di far parte di una filiera? Perchè a noi sembri piuttosto “defilata”..Dovevate essere migliori dei precedenti,dicevate,ma sembra che siate addirittura peggiori.Esclusi da tutti gli accordi e i patti possibili,da ogni iniziativa volta a migliorare qualcosa. Isolati insomma,isolati e immobili,un immobilismo imbarazzante…e scandaloso,direi.
Di cosa vi state occupando attualmente? Del nulla, immagino,visto che non si muove una foglia.Svegliatevi! Avete una responsabilità,anzi un obbligo verso questa città che sciaguratamente vi ha dato quella fiducia che volevate.Non pensate sia il momento di fare qualcosa di serio per lavoro, sanità,scuole,infrastrutture utilizzando tutte le risorse da cui si può attingere? Se non sapete come fare guardatevi intorno e imparate dalle altre amministrazooni come si fa.
Apparte l immobilismo del comune di Sulmona…la riunione dei tre comuni mi pare degna di un film di Alberto Sordi…ma ‘ndo vanne?? Il sindaco di Isernia dorme sotto una tenda perché stanno smantellando l’ospedale cittadino…dell’ospedale di Agnone manco sapevo l’esistenza infatti vedo carovane di cittadini andare in quell’ospedale…e dulcis in fondo nn mi risulta che si possa andare a fare visite o prenotazioni fuori dall’asl di appartenenza se nn per validi motivi…se proprio vogliamo dirla tutta sé nn ci fosse a Pozzilli neuromed la sanità in quelle zone nn esisterebbe
Napoli e dintorni