Uno stadio per la Giostra


Ormai va di moda, le società calcistiche cominciano a dotarsi di un proprio stadio, una propria struttura nella quale disputare le partite casalinghe. Dopo Inghilterra, Spagna e Germania anche in Italia alcuni Clubs hanno optato per questo investimento dalla doppia valenza. Quella principale è di carattere economico: la capitalizzazione dei costi di affitto a favore di un impianto di proprietà permette di avere proventi non solo dai biglietti ma soprattutto dall’indotto economico generato attorno al merchandising del sistema stadio. Non meno importante è però il senso di appartenenza che una simile struttura crea tra i propri tifosi. Nell’immaginario collettivo diventa un punto di riferimento, un tempio moderno, un luogo in cui riunirsi per poter professare il proprio credo calcistico.

(Ph. Raffaele Casciani)


La Giostra Cavalleresca rappresenta un po’ tutto questo essendo l’Associazione Culturale a cui aderisce il maggior numero di cittadini. In piena estate musici e sbandieratori danno mostra dell’impegno profuso tutto l’anno nel provare e riprovare i propri pezzi. Il lungo corteo sfoggia invece il lavoro delle sarte che negli anni hanno riprodotto antichi costumi rinascimentali. Poi c’è la Giostra vera e propria, chiamata Moderna per distinguerla da quella Storica, antica tradizione che vedeva protagoniste le nobili famiglie della Città. Gli attori e le modalità della sfida sono cambiati, i cavalieri si rincorrono in una corsa all’anello per difendere i colori di sette degli originali undici rioni cittadini.
Il campo di gara è sempre lì, in Piazza Maggiore, ed oggi a vedersi è un bellissimo colpo d’occhio. Nel corso di venticinque anni di giostra si è evoluto: era un semplice “otto” di qualche decina di centimetri di sabbia con bandierine verdi, oggi è un plateatico alto quasi due metri. Nel tempo si è arricchito con dettagli di ogni genere. Contemporaneamente però si è imposto sempre più in una piazza che per sua stessa natura era campo di gara. I preparativi sono diventati importanti, i costi sono lievitati, si impadronisce per qualche settimana di quello spazio pubblico e, come per magia, ogni anno sparisce senza lasciare traccia. Nel tempo ha perso il rapporto con il pubblico che prima assisteva in piedi, festoso, dinamico, allo stesso livello della corsa: la piazza. Oggi invece si sta seduti su degli spalti che precludono rigorosamente la vista al pubblico non pagante, come se fosse un evento privato, anche se finanziato con soldi pubblici, per intendersi, le tasse di tutti. Quindi niente più spettatori sulle scalette dell’Acquedotto Medievale o quelle di Santa Chiara che pure facevano un bell’effetto nelle prime edizioni.

Nel tempo si è perso anche il rapporto con il vero campo di gara, la stessa piazza, un rapporto che potrebbe essere recuperato con una vasca di sabbia ipogea ricoperta con una pavimentazione rimovibile. Una specie di doppia pelle che all’occorrenza può essere rimossa facendo emergere quella rena color giallo paglierino, cuore pulsante di questo spazio. Un po’ come se la piazza volesse ricordare ogni volta quel maledetto bombardamento che la dilaniò il 30 Maggio 1944. Capitalizzare dunque i costi di un impianto che puntualmente viene smantellato permetterebbe di reinvestirli sull’anima di questo evento: i borghi e i sestieri intesi come i loro musici, sbandieratori, sarte o perfino una scuderia autoctona. Dunque via gli spalti, almeno in parte, riutilizzando gratuitamente quelle bellissime gradinate discriminate, alla faccia di quelli che criticano questo evento. Il campo di gara diventerebbe così una magnifica opera pubblica con ricadute notevoli sulla Città. Piazza Garibaldi indosserebbe una nuova veste, una reinterpretazione moderna, flessibile, rappresentativa del nostro tempo. Molteplici sono gli usi che se ne potrebbero fare: organizzare la giostra, anche la storica seconda data, a costi notevolmente ridotti; ospitare stabilmente la carovana del Beach Soccer, magari quella originale targata FIGC, la stessa Federazione oggi presieduta dal Dott. Gabriele Gravina; eventi ludici di ogni genere, prima fra tutti la Festa dei Fuochi, senza impedirne quelli tradizionali come il Mercato o la Madonna che Scappa. Alla comunità, dunque, resterebbe solo il compito di immaginare cosa farci.

Valerio Vitucci

3 Commenti su "Uno stadio per la Giostra"

  1. Un’idea sarebbe stata riservare lo stadio comunale alle manifestazioni di giostra ed ammodernare il campo “Gianfranco Mezzetti”,per le competizioni calcistiche.
    Con quello che si è speso per “attrezzare” piazza Garibaldi per la Giostra cavalleresca, in 20anni ci costruivamo come minimo uno stadio nuovo e un paio di palestre

  2. Cavallo Mantenitore | 3 Agosto 2020 at 10:18 am | Rispondi

    Forse non tutti sanno che a Faenza il Palio si corre allo stadio… ( ho visto personalmente Faenza e la piazza principale non è nemmeno la metà della nostra, per di più il plateatico della chiesa qui presente, si ingloba in quello della piazza stessa ). Lo scenario che regala piazza Maggiore, specialmente nelle gare notturne è qualcosa di straordinario… Penso che a parti invertite, gli amici faentini, vorrebbero correre loro in piazza e non in uno stadio.

  3. Per cavallo mantenitore :
    Ad Ascoli la quintana non si svolge in piazza del Popolo, ma in un ex campo sportivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*