Urban knitting contro il degrado dell’eremo, la “zona rossa” peligna

Mettere una pezza nella propria “zona rossa”. La Badia si unisce, anche per quest’anno, all’iniziativa “Mettici una pezza” lanciata dall’Aquila anni fa  per ricordare il sisma del 2009 che la colpì tragicamente. E se in passato le pezze, lavorate a mano, venivano inviate nel capoluogo, quest’anno, in occasione del decimo anniversario qualche nota cambia.

Dall’Aquila, infatti, hanno chiesto di aderire direttamente accendendo i riflettori sui propri luoghi, lì dove è possibile  individuare una “zona rossa” a chilometro zero. Dal centro sociale polivalente della Badia non c’hanno messo molto a sceglierne uno. D’altronde a pochi passi, lì sotto l’eremo di Sant’Onofrio, area ancora abbandonata, ancora soggetta all’incuria e all’inciviltà dilagante. Area tanto cara a Celestino V che unisce le due città anche sul versante storico e religioso.

Così entro il 31 marzo prenderanno forma diverse istallazioni proprio grazie ai

pezzi che le signore del centro stanno lavorando a maglia. Tante le adesioni e la lana fornita per sentirsi ancora una volta vicini alle vittime del sisma, ma con un appiglio nuovo, un messaggio a favore del proprio territorio. Perché durante le istallazioni, che arriveranno da tutta Italia, si dovranno girare dei video di preparazione da proiettare all’Aquila il 6 aprile.

“Due chilometri di percorso – spiega Antonella Caprioli – saranno soggetti a quello che comunemente si chiama urban knitting, tra panchine, staccionate da abbellire e secchi dell’immondizia da ricoprire per nascondere un po’ (metaforicamente anche) quell’incuria generale, nonostante sull’area della Badia sulmonese ci sia un atto un progetto generale di riqualificazione”.

Lana, fantasia e colori per portare in evidenza le bellezze tutto intorno, come è stato fatto benissimo durante le giornate del Fai che hanno visto la zona dell’eremo inserita tra i luoghi da visitare con un buon riscontro di presenze. Una “zona rossa” rivestita a festa nella speranza che, nel prossimo futuro, le creazioni possano scrollarsi di dosso il loro valore di denuncia restando un semplice abbellimento, un dono alle proprie bellezze.

Simona Pace

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