Usato come “oggetto sessuale” dalla compagna. A giudizio coppia di ex

Secondo l’accusa avrebbe trattato il suo ex compagno come uno schiavo, “usandolo” come oggetto sessuale e aggredendolo fisicamente, una prima volta con un pugno in volto e la seconda con un calcio all’inguine. Inoltre, sempre secondo l’imputazione, avrebbe violato il provvedimento del giudice civile del tribunale di Sulmona, non permettendo al suo ex convivente di vedere regolarmente il figlio minore. Il convivente, a sua volta, avrebbe picchiato la donna con un calcio alla gamba sinistra cagionandole traumi minori, refertati dai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona.

Protagonisti dell’ennesima storia di violenza domestica una coppia di ex conviventi, 50 anni lei e 48 anni lui, residenti in due centri della Valle Peligna, rinviati a giudizio con le accuse, a vario titolo, di lesioni personali aggravate, maltrattamenti e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Due procedimenti penali relativi a fatti avvenuti nel 2022 riuniti dal giudice del tribunale di Sulmona che ha fissato l’udienza per il prossimo 12 marzo.

Dagli atti delle indagini allora compiute dalla squadra anticrimine del commissariato era emersa la figura di una “madre padrona” a carico della quale erano scattate accuse che invertono il comune paradigma dei maltrattamenti. Ma a finire sotto processo è anche l’uomo che secondo quanto riferito dalla 50enne alla polizia, l’avrebbe offesa abitualmente con vari epiteti e tramite messaggi. “Si è inventato tutto. È una persona instabile” aveva detto la donna alla polizia presentando una contro denuncia. Accuse ora al vaglio del giudice.

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