
Era andato a pattinare sul ghiaccio e si è ritrovato a trascorrere la giornata in pronto soccorso. È quanto accaduto a un 24enne di Sulmona recatosi ieri con alcuni amici al Palaghiaccio di Roccaraso dove, dopo qualche giro di pista, una brutta caduta lo ha costretto a fermarsi. Cadendo, il giovane ha sbattuto il sopracciglio che si è aperto provocando la fuoriuscita di sangue subito taponato dal personale della struttura. “Lo hanno fatto stendere sui posti a sedere – racconta il padre del giovane – e dopo avergli messo un cerotto lo hanno rassicurato dandogli dell’acqua”. Prima di lasciarlo andare al pronto soccorso per i necessari accertamenti.
“Siamo arrivati all’ospedale di Sulmona verso le 13 – continua il padre del 24enne – il pronto soccorso era pieno di gente e il personale ci ha detto di attendere il nostro turno”, un’attesa decisamente lunga se si considera che il ragazzo è stato visitato solo verso le 19 quando oltre alla Tac per escludere eventuali complicanze dovute alla caduta, gli sono stati applicati 5 punti. “Ma non è finita qui – aggiunge il padre – perché dopo la visita medica ci hanno detto di attendere la consegna del referto con le dimissioni. Così siamo tornati in sala d’attesa dove siamo rimasti fino alle 22”. Troppo tempo, pur volendo considerando il numero di persone presenti in quel momento in pronto soccorso, spiega il padre del 24enne che in realtà non è stato l’unico a lamentarsi. Nella sala d’attesa infatti a manifestare insofferenza sono stati anche altri pazienti entrati la mattina e usciti solo in tarda serata.
Tempi di attesa eccessivamente lunghi, una situazione purtoppo non nuova per il nosocomio peligno alle prese con tante, troppe emergenze. L’ultima quella delle due ambulanze del 118 ferme perché guaste con gli operatori costretti a chiedere supporto alla Croce Rossa, Angeli del Soccorso e alla Croce Verde di Pratola Peligna. E poi le liste di attesa lunghe anni, la cronica carenza di personale e i numerosi episodi di malcontento sfociati qualche volta in aggressioni nei confronti del personale sanitario. Una situazione che, poco più di un mese fa, il manager della Asl 1 Paolo Costanzi aveva promesso di fronteggiare con nuove mezzi, più assunzioni e un presidio di guardia armata.
SIG. COSTANZI DOV’E’ IL PERSONALE CHE AVEVA DETTO DI ASSUMERE PRESSO L’OSPEDALE DI SULMONA QUALCHE SETTIMANA FA?? INOLTRE LA VIGILANZA CHE DOVEVA FAR ENTRARE IN SERVIZIO NEL GIRO DI QUALCHE GIORNO DOV’E’???? ANCHE A LEI PIACE PRENDERE PER IL C–O I CITTADINI?? SAPPIA CHE SIAMO VERAMENTE STUFI…SE NON E’ IN GRADO, COME I SUOI COLLEGHI, DI RICOPRIRE QUEL RUOLO PUO’ ANDARE A CASA….GLI STIPENDI COSTANO ALLA COLLETTIVITA’ E NOI ABBIAMO LE PALLE PIENE DI TUTTO LO SCHIFO CHE VIVIAMO PAGATO PROFUMATAMENTE…SVEGLIAAAAA
Vergogna ! La filiera dov’è? Vergogna.
dai che tra poche ore si balla a piazza XX a suon di musica dance. per i problemi ci pensiamo domani. A no domani è festa, vabbè dopodomani
Le gravissime carenze dell’ ospedale di Sulmona, sono dovute a mio parere non ai medici, ma al personale che gli sta intorno. Si punta sempre il dito contro la mancanza di mezzi e di personale, ma il personale che c’è ovvero gli infermieri/e in molti reparti non hanno cuore e non hanno voglia di lavorare. Un medico le prime parole che mi ha detto dopo aver visitato mia madre che aveva avuto problemi di salute sono state” Dobbiamo fare in modo di evitare in tutti i modi un nuovo ricovero ospedaliero, in quell’ ospedale bisogna andarci solo se non se può proprio fare a meno, perché da lì, se hai problemi di salute importanti, esci in una bara. Non c’è una adeguata cura dei pazienti, non ti guardano neanche in faccia…” Penso siano parole abbastanza eloquenti. A questa gente che si lamenta sempre per la carenza di mezzi, di personale, per la maleducazione e aggressività di certi pazienti, vorrei dire di imparare prima di tutto il rispetto per la malattia e la sofferenza, ad avere cura dei malati come se fossero i loro padri, le loro madri o i loro figli, invece di trattare i malati con indifferenza e stare lì solo per intascare lo stipendio a fine mese.
👏👏👏👏👏👏👏👏👏
signor Luca:PAROLE SANTE.
… NO, la colpa è della mancanza dei medici e poi del personale di supporto… più in generale di tutta la catena di Comando, a cominciare dalla testa… il foglio di dimissioni non lo può firmare un infermiere seppur qualificato per il lavoro che svolge. La firma sotto quel foglio ce la deve mettere il medico.
“ In quell’ospedale bisogna andarci solo se non se può proprio fare a meno “… penso che forse sono le parole di un medico “ esterno “ alla struttura, e comunque Chieti e Pescara sono vicine e se uno non si fida può sempre farsi curare altrove.
Diversamente, un Pronto Soccorso, dovrebbe essere una struttura super efficiente… ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora basta guardarne l’accesso per capire tante cose su questa sanità Peligna e sulle capocce che la comandano.
Ma in Italia è difficile… c’è di mezzo la politica… i sindacati… e i giudici che reintegrano al lavoro.
E poi ci sono quelli che non rilasciano una fattura nemmeno sotto minaccia… ecco, in questo nuovo anno mi piacerebbe vedere, da chi preposto, qualche operazione mirata a stanare i tanti furbetti che sono sotto gli occhi di tutti noi… VISIBILISSIMI… e che ingrassano con la nostra complicità e reverenza.