Vaccini: “Prima i pescaresi”. Ieri 20 casi in Centro Abruzzo

Le poche e flebili certezze, si fa per dire, di avere un cronoprogramma per le vaccinazioni sono destinate a svanire tra meno di ventiquattro ore. Il presidente della Regione Marco Marsilio ha infatti annunciato di voler cambiare il piano vaccinale e ha chiesto al commissario Arcuri di poter procedere con il “modello inglese” per contrastare la variante inglese: utilizzare tutte le scorte disponibili ritardando le seconde dosi. Non solo: al grido di “prima i pescaresi” Marsilio ha annunciato che domani saranno comunque riviste categorie e redistribuzioni dei vaccini. Gli ultra ottantenni possono aspettare perché, dice, bisogna dare priorità agli insegnanti per riaprire le scuole in sicurezza che da oggi (e a tempo indeterminato) resteranno chiuse in tutto Abruzzo (anche se non si capisce come si possa riaprire in sicurezza se gli studenti non saranno vaccinati); ma soprattutto Marsilio ha deciso di dare priorità nella vaccinazione alle zone rosse. Le province dell’Aquila e di Teramo, insomma, possono aspettare: l’attenzione per la diffusione del virus nell’area metropolitana preoccupa molto di più di quella avvenuta tra ottobre e novembre nella provincia dell’Aquila, quando altro che zone rosse. “Nessuna guerra di campanile – invoca il presidente, temendo evidentemente la rivolta di 50 anni fa -. Spero si capisca che bloccare i focolai più aggressivi sia interesse di tutti, perché la battaglia che stiamo conducendo per confinare la variante inglese e impedirne la moltiplicazione e la diffusione incontrollata sul resto del territorio, serve a preservare tutta l’Italia da conseguenze peggiori”. L’Italia chiamò.

Giusto così, forse, se non fosse che da queste parti la vaccinazione inizierà solo oggi con 90 dosi agli ultra ottantenni che potrebbero restare a lungo i soli vaccinati in Valle Peligna, tanto più che i Comuni che erano finiti in rosso, hanno protestato e ottenuto il ritorno in arancione. 

Un po’ meglio andrà forse per l’Alto Sangro dove il caso Ateleta (unico Comune della provincia in zona rossa) continua a macinare numeri da brivido. Ieri altri 9 positivi (8 per la Asl) accertati e altri 2 da confermare dopo lo screening di massa che ha coinvolto 554 persone (mezzo paese in pratica): il totale è di 71 casi (2 da verificare) pari al 7% della popolazione. Qui la campagna di vaccinazione, però, non potrà limitarsi ai confini del paese, perché la stretta connessione con il resto dell’Alto Sangro (dove la vaccinazione è partita sabato) è evidente anche nei numeri: dei 20 positivi (+1) accertati ieri, infatti, quasi tutti sono dell’Alto Sangro. Oltre Ateleta, ce ne sono 4 a Castel di Sangro, 2 a Scontrone, 1 a Rivisondoli, 2 a Roccaraso; mentre la Valle Peligna si ferma a 3 casi: 1 a Pratola Peligna, 1 a Campo di Giove e 1 a Corfinio. Nessuno a Sulmona: giusto in tempo per tornare all’inizio della fila per i vaccini.

1 Commento su "Vaccini: “Prima i pescaresi”. Ieri 20 casi in Centro Abruzzo"

  1. Ha chiesto ad Arcuri?
    Per fortuna Arcuri non c’è più!
    Ma avrà capito il nostro governatore che in terapia intensiva ci vanno i prevalenza gli anziani ed i soggetti con patologie e non gli insegnanti sani.
    Marsilio avrà pure qualche genitore o nonno ultraottantenne!

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