
Sulmona si prepara al confronto pubblico in vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Venerdì 13 febbraio, alle ore 15.30, l’Aula Consiliare di Palazzo San Francesco ospiterà il convegno dal titolo “Verso il referendum costituzionale. La riforma costituzionale in tema di separazione delle carriere dei Magistrati, Csm e Alta Corte Disciplinare”, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Sulmona con il patrocinio del Comune.
Lo scopo è quello di offrire ai cittadini un approfondimento sulla riforma che interviene sull’ordinamento giudiziario, con particolare riferimento alla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, all’autogoverno della magistratura e all’organo disciplinare.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del presidente del Consiglio comunale, Franco Di Rocco, e del presidente del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini. L’introduzione e la moderazione dell’incontro saranno affidate al sindaco di Sulmona e presidente del Consiglio dell’Ordine Forense, Luca Tirabassi.
Interverranno Luciano D’Angelo, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona; Riccardo Ionta, giudice del lavoro del Tribunale dell’Aquila; Giovanni Tarquini, delegato OCF e referente della commissione sulla separazione delle carriere; Fabrizio Politi, professore ordinario di Diritto costituzionale e pubblico all’Università dell’Aquila; Guido Colaiacovo, professore associato di Diritto processuale penale all’Università di Foggia e presidente della Camera penale di Sulmona “Serafino Speranza”; Luca Di Majo, professore associato di Diritto costituzionale e pubblico all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.
“Si tratta di un convegno finalizzato ad illustrare ai cittadini una riforma molto importante che modifica alcuni articoli della Costituzione in materia di ordinamento giudiziario, e segnatamente di separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, autogoverno dei magistrati e organo disciplinare. Saranno discusse ed approfondite le ragioni, soprattutto di ordine tecnico-giuridico, del sì e del no, in modo equilibrato, attraverso gli interventi di autorevoli magistrati, professori universitari ed avvocati”, ha dichiarato Tirabassi. L’incontro è aperto alla cittadinanza e accreditato con l’attribuzione di tre crediti formativi per gli avvocati.
Nel frattempo, sul fronte del dibattito pubblico, il Comitato “Società Civile per il NO – Centro Abruzzo”, presieduto dal professor Fabrizio Politi, inaugurerà sabato 14 febbraio alle 11.30 un punto informativo dedicato al “Referendum costituzionale sulla giustizia” presso l’edicola dei portici Caroselli, nei pressi del bar Europa.
L’edicola diventerà uno spazio di confronto e approfondimento sulle ragioni del No alla riforma. Qui sarà possibile ricevere materiale informativo e chiarimenti in un clima definito dal Comitato come “di dialogo aperto e rispettoso”.
votiamo compatti tutti SI è stato ribadito da un grande toga il dott. di pietro
Io voto si
Sempre più evidente l’intento della riforma.
Lo spiega benissimo il ministro stesso.
Proprio per questo, tutti a votare NO.
La nostra Costituzione è perfetta così com’è.
Pilastro della nostra democrazia.
la separazione delle carriere fu voluta dal governo fascista nel 1929, con l’approvazione del codice Rocco fu garantita l’unicità delle carriere in magistratura come garanzia dell’autoritarismo fascista….
Vogliamo tenere in piedi una legge voluta da Mussolini? io VOTO SI
Io voto No.
Preferisco non rischiare di avere una magistratura assoggettata al potere politico.
La nostra Carta Costituzione è un bene prezioso di tutti gli italiani è paragonabile alla nostra amata Terra, unica, fragile e irripetibile per cui dobbiamo esserne orgogliosi e proteggerla sempre.
Gli articoli che si vogliono modificare sono ben 7 e nessuno articolo prevede l’accelerazione dei processi in Italia che sarebbe cosa auspicabile.
Credo che, per cambiare ben 7 articoli, non bisogna avere fretta e andarci con i famosi “piedi di piombo”.
Riflettere, riflettere e poi ancora riflettere, la fretta non è mai una buona consigliera specie quando si parla di modificare la Carta Costituzionale.
Ben vengano gli approfondimento.
Il governo invece pare avere molta fretta.
E non si è permesso neppure ai fuorisede di votare.
Cosa che era avvenuta nelle precedenti elezioni.
Mi sembra una limitazione ingiusta…