Vertenza Valle Peligna, Tirabassi e le consigliere regionali tradiscono: “Unici non firmatari del manifesto”

La mobilitazione per la vertenza della Valle Peligna prosegue, seppur i numeri, un mese e mezzo dopo la manifestazione a Sulmona, siano più risicati tra i partecipanti. Perché il cinema non è la piazza e il microfono non è il megafono dietro alla fiumana di gente, unita nelle urla e nella paura di un baratro creato da una crisi occupazionale, che rischia di fagocitare centinaia di famiglie peligne.

Oggi, nella città ovidiana, la mobilitazione è passata dalle strade alla sala del “Pacifico”, con l’assemblea unitaria dei quadri e dei delegati di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Pochi i lavoratori presenti, ancor meno i cittadini che hanno fatto numero, massa e rumore lo scorso 31 dicembre. Sul palco vengono portate le stesse questioni che a fine 2025 avevano mobilitato migliaia di persone: Cogesa, Sodecia, Coop, 3g Spa e Albasan. E poi le numerose attività commerciali e di servizi che ultimamente hanno ridimensionato la loro presenza, ridotto il personale e, nei casi peggiori, sono state costrette a chiudere, con ulteriori ricadute sul già grave spopolamento del territorio e sul generale e progressivo impoverimento del tessuto sociale, economico e culturale di un’intera area.

Eppure, chi dovrebbe essere capofila in tutto ciò è il grande assente. infatti, a non aver firmato il documento unitario presentato il 31 dicembre (un manifesto per l’avvio di un tavolo di confronto a livello regionale e ministeriale, al fine di rilanciare il comprensorio) è il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, e le tre consigliere regionali: Maria Assunta Rossi, Marianna Scoccia e Antonietta La Porta. Alto tradimento a chi ha portato l’intera filiera, a suon di voti, a gestire la cosa pubblica. E menomale che lo slogan del primo cittadino di Sulmona, in campagna elettorale, era “Fidati di me”.

Hanno, invece, firmato questo documento i Parlamentari Gabriella Di Girolamo e Miche Fina, il Consigliere Pietrucci ed i Sindaci di Gagliano Aterno, di Acciano e Cansano.

“Quindi, con rammarico – scrivono i sindacati -, dobbiamo constatare che dal 31 dicembre nulla si è mosso per ricercare soluzioni adeguate alla grave crisi di un territorio che non può permettersi di perdere altro tempo senza avere risposte concrete. È necessario ricordare a tutte e tutti che le crisi aperte genereranno a breve nuovi licenziamenti, riduzioni di salario, nuova povertà, costringendo parte della popolazione della Valle Peligna a migrare verso altri territori, alla ricerca di lavoro e di maggiori garanzie. Bisogna adesso investire nei servizi alle persone, partendo dalla salute delle stesse, dall’istruzione e dalla formazione, nelle infrastrutture materiali e immateriali di collegamento, e cioè nell’insieme di opere e servizi (strade, ferrovie, autostrade, reti digitali, idrauliche ) essenziali per connettere aree geografiche, facilitare la mobilità di persone e merci, garantire servizi primari attraverso un sistema pubblico di gestione e una fiscalità di vantaggio che possa rendere attrattivo il territorio, per lo sviluppo economico e sociale e per ridurre il divario delle aree interne”.

“Il futuro della Valle Peligna è a rischio – tuonano Francesco Marrelli, Giampaolo Biondi, Maurizio Sacchetta, Roberto Bussolotti – e non possiamo perdere altro tempo. Nessuno può permetterselo. E ciò anche in considerazione del fatto che lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne non rappresentano un problema di pochi, ma riguardano tutte e tutti: la Valle Peligna ha perso dal 2005 al 2025 il 13,56% della popolazione, cioè 6.810 residenti. Quindi, la soluzione richiede uno sforzo collettivo, con il superamento degli individualismi e dei particolarismi. C’è bisogno di risposte concrete ed attuali, di un piano straordinario di investimenti, pubblici e privati, attraverso un modello partecipativo ed inclusivo. I piccoli comuni e le aree rurali, pur soffrendo l’attuale stato di crisi, sono cruciali per il benessere del Paese e necessitano di politiche occupazionali adeguate che preservino il territorio e supportino le comunità che lo abitano, perché nessuno si salva da solo”.

I sindacati, al termine del confronto, hanno chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale aperto a tutti i sindaci della Valle Peligna e la convocazione di un Consiglio Regionale straordinario sul tema. L’obiettivo è quello di portare il Presidente della Giunta Regionale, Marco Marsilio , congiuntamente all’Assessore al Lavoro e alle Attività Produttive, ad assumere l’impegno di avviare concretamente un confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Non possiamo continuare ad attendere risposte che non arrivano – concludono -. Per questa ragione, continueremo le mobilitazioni, con la proclamazione dello stato di agitazione sin d’ora, fino allo sciopero generale territoriale, perché non possiamo più perdere nemmeno un posto di lavoro”.

9 Commenti su "Vertenza Valle Peligna, Tirabassi e le consigliere regionali tradiscono: “Unici non firmatari del manifesto”"

  1. Le istituzioni possono fare ben poco… detto questo non è tradimento ma solo strategia politica! Se si crea un incontro con l’intento di mettere in difficoltà i rappresentanti regionali e comunali é normale che questi non si presentino! Al tempo stesso non mi pare ci sia stata una grande partecipazione della popolazione 🤣….. questo fa capire che istituire tavoli non porta a nulla e i cittadini lo sanno…. Bisogna fare fatti…. Tutto il resto è solo un vecchio modo di pensare della sinistra che non si adegua ai tempi….. purtroppo… dato che una vera critica costruttiva non fa tavoli…. Ma proposte! I sindacati poi… lasciamo stare…. Basta che guardano agli interessi degli amici…. Peggio della peggior politica

    • Enzo De Santis | 18 Febbraio 2026 at 21:57 | Rispondi

      Tu non fai ridere, fai piangere e ti auguro di patire le stesse sofferenze che patisce chi sta perdendo il lavoro. lo auguro a te alle tre ladre di voti e agli amministratori che stanno portando allo sfascio questa città… e non a caso tutti allineati alla tua amata (per tifo calcistico o per interessi personali) destra

  2. Sulmona senza speranza | 18 Febbraio 2026 at 21:11 | Rispondi

    Complimenti! Chi sapeva in anticipo di questo incontro al cinema Pacifico? Sicuramente se lo avessimo saputo avremmo partecipato.L’evento non è stato reso pubblico e questo è semplicemente vergognoso.Ma in che razza di città viviamo? Un argomento così importante per la sua sopravvivenza è passato inosservato.Per non parlare del comportamento colpevolmente menefreghistico dell’amministrazione comunale e delle 3 grazie.Poi non ci strappiamo i capelli se le cose qui vanno a rotoli,è quello che ci meritiamo,soprattutto andando a votare per simili politici da strapazzo

  3. Elisabetta Bianchi | 18 Febbraio 2026 at 22:17 | Rispondi

    Io per la mia Città ci sono stata, ci sono e ci sarò SEMPRE!

  4. e che vi aspettavate…le tre disgraziate della valle peligna sono una più ricca dell’altra….sai cosa gliene frega che un operaio non porterà più il pane a casa? Cinicamente per loro credo sia meglio, perchè diventerà, alla prossima tornata elettorale, uno o più voti relegati a vane promesse o un fido galoppino come i tanti che circolano in vallata. Fidatevi di loro che IO non mi fido più di nessuno.

  5. Fidati di me…..era e, si dimostra, una tragedia annunciata. Questa l’amarissima realtà.

  6. Stanno commissionando studi.
    Qualche anno ancora e saranno pronti…
    Nel frattempo restate tutti in attesa.

  7. Sciopero Generale si gridava al cinema… mo vedrete che i sindacati scappano uno a sinistra uno a destra uno sotto e l’altro sopra con capriole annessa. Non li segue più nessuno.

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