“Via crucis” di discariche lungofiume

Ce n’è per tutti i gusti. Reti con doghe in legno, lavandini, vecchi frigoriferi, plastiche varie di ogni tipo e grandezza e poi c’è l’immancabile eternit: in pezzi integri oppure frantumati per lasciar adar via tutte le particelle dannose all’organismo e, soprattutto, alla terra.

Le piccole grandi discariche abusive sul territorio non smettono mai di soprendere soprattutto se la

“via crucis” si sviluppa lì dove dovrebbe esserci tutto un altro tipo di attenzione. Non vengono risparmiati, ad esempio, i rarissimi ed eccezionali esempi di boschi paludosi presenti sul suolo comunale di Pratola Peligna lungo il fiume Vella. Non viene risparmiato il sito di interesse comunitario (Sic) sotto Roccacasale con resti qua e là. Non viene risparmiato, proseguendo lungofiume, il territorio di Corfinio dove neanche la segnaletica Anas affissa per far desistere i malintenzionati ha potuto qualcosa. Ad un segnale che ricorda il divieto di abbandonare i rifiuti, richiamando le conseguenti norme sanzionatorie, anzi, fa compagnia un bell’ammasso di spazzatura, proprio sotto il ponte.

La maleducazione non ha confini e non conosce alcuna forma di sensibilità andando ad intaccare uno dei percorsi più belli in assoluto in Valle Peligna, la pista ciclabile di Terre dei Peligni che collega Pratola, Roccacasale, Corfinio, Vittorito, Raiano e Prezza. L’abusivismo prosegue poi anche verso Popoli dove vecchi ed affascinati ruderi diventano ricovero per le più disparate buste.

Luoghi che per l’enorme bellezza ed il gran potenziale potrebbero fare la fortuna di tutti questi

comuni e degli abitanti che li popolano, ma tant’è che sul territorio bisogna fare sempre i conti con chi preferisce liberarsi dei rifiuti senza pensiero alcuno, anche se gli ingombranti spesso basta consegnarli nelle isole ecologiche di riferimento del proprio comune per essere smaltiti in tutta sicurezza. Certe volte sembra che gli anni non siano mai passati e che non ci sia stata alcuna maturazione nell’affrontare i temi legati all’ecologia.

Certo è che che qualcosa di sempreverde stenta a morire: l’inciviltà.

Simona Pace

2 Commenti su "“Via crucis” di discariche lungofiume"

  1. Siamo arretrati, ritardati e sottosviluppati. Bisogna farsene una ragione!

  2. giovina caserio | 16 Ottobre 2017 at 10:40 | Rispondi

    Visto che tutti gli sforzi fatti per educare i cittadini al rispetto dell’ambiente non hanno dato risultati positivi, bisogna investire sulle sanzioni(non solo pecuniarie).Ciò che la ragione non riesce ad ottenere lo farà la “tasca”.

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