Video per attestare i lavori del Superbonus, insorgono gli architetti

La Federazione degli Ordini degli Architetti Pianificatori, Paesaggistici e Conservatori di Abruzzo e Molise è sul piede di guerra, così come altri 70 ordini provinciali di tutta Italia, per la richiesta della Deloitte Consulting (azienda di servizi di consulenza). Essa, infatti ha richiesto ai tecnici progettisti la produzione di video ad attestare che almeno il 30% dei lavori relativi al Superbouns, sia stato svolto entro il 30 settembre 2022.

Un atto di sfiducia verso la categoria, richiesto a garanzia degli istituti bancari che acquistano il credito d’imposta stabilito per gli interventi edili. Una richiesta che anche per gli Ordini provinciali di Chieti, Teramo, Pescara e L’Aquila risulta intempestiva e vessatoria, poiché richiede un adempimento non obbligatorio e non richiesto dalla normativa.

“Pur comprendendo la necessità da parte degli operatori finanziari di tutelarsi contro eventuali truffe – si legge nella nota a firma di Alessandro Izzi, Presidente OAPPC di Campobasso -, gli architetti ritengono assurdo e inutile richiedere la realizzazione di un video a dimostrazione della veridicità delle attività edilizie effettuate, dopo aver già acquisito una asseverazione tecnica corredata da specifica polizza assicurativa e con allegati documenti fotografici del cantiere, stati di avanzamento lavori, dichiarazioni del professionista e libretto delle misure”.

“L’anomala richiesta di predisporre un ulteriore video denota – precisa ancora Izzi – una profonda mancanza di rispetto nei confronti di una categoria professionale che sta impiegando da tempo tutte le proprie energie e competenze a servizio della collettività, andando a fornire un servizio pubblico nello spirito della sussidiarietà, così come ci viene richiesto dalla pubblica amministrazione. Si può senz’altro affermare che si tratta di una richiesta aliena e contraria al nostro ordinamento, che non affida all’esibizione di alcun rilievo filmato l’attestazione di quanto già certificato dal professionista”.

“Ribadisco – aggiunge Izzi – che la nostra nota rappresenta una presa di posizione non contrattabile. Già le asseverazioni espongono i professionisti a responsabilità civili, penali e patrimoniali; dovrebbero bastare quale garanzia a copertura delle prestazioni rese. Obbligare alla realizzazione di un video delle abitazioni dei committenti potrebbe, inoltre, esporre i professionisti ad ulteriori azioni a tutela del già complesso tema in materia privacy. Rimaniamo, quindi, fiduciosi – conclude il coordinatore della Federazione Abruzzo–Molise – nell’accoglimento dell’istanza, con un ripensamento da parte di Deloitte”.

4 Commenti su "Video per attestare i lavori del Superbonus, insorgono gli architetti"

  1. E che c è di tanto strano ??? Progetti e pratiche enea assurde si è per due foto mo tutto sto Casino ????
    E come mai?????

    • Dove sta il problema??? Le foto come attestazioni sono già richiesti da altri enti come GSE ed edistribuzione dal lontano 2007

  2. Non capisco il perchè di non mostrare con foto o video l’inizio e l’avanzamento dei lavori inerenti il Superbonus se i lavori vengono effettuati nel rispetto della normativa vigente, a meno che qualcuno non pensi solo ad incassare il contributo relativo al primo stato di avanzamento dei lavori.

  3. A pensar male.... | 21 Settembre 2022 at 11:32 | Rispondi

    Non capiamo il problema. Non ci vedo nulla di strano

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