Violenza sessuale e ricatti ad una dodicenne: fissato l’interrogatorio per il maggiorenne del gruppo

Le risposte le dovrà dare martedì prossimo l’unico maggiorenne dei tre ragazzi finiti dietro le sbarre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata e di gruppo, ai danni di una minore di quattordici anni. È solo una delle accuse nei confronti dei tre, che dovranno rispondere anche di atti persecutori, produzione, detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Per il diciottenne, attualmente nel carcere di via Lamaccio, l’interrogatorio di garanzia è stato fissato per il prossimo 28 ottobre, quando dovrà presentarsi (in remoto) davanti al gip del Tribunale dell’Aquila e decidere se parlare, oppure se proseguire sulla linea tenuta fino ad ora, non dicendo molto come ha spiegato il suo legale, Alessandro Scelli.

Per gli inquirenti basterebbero i video e il materiale estrapolato dai telefoni cellulari dei tre per provare le violenze sessuali e le minacce, andate avanti per almeno sette mesi, quando la bimba aveva undici anni. Violenze alle quali doveva sottomettersi per evitare la diffusione di quei video compromettenti, fuoriusciti dai cellulari dei tre e finiti in una chat Whatsapp. Rapporti sistematici, consumati in appuntamenti quotidiani tra il sottoscala del parcheggio interrato di Santa Chiara e i bagni comunali della Villa Comunale.

Quella del diciottenne è la posizione più complessa tra i tre indagati, poiché l’unico a cui la ragazzina non aveva mai acconsentito ai rapporti.I minori (14 e 17 anni), attualmente nel carcere minorile di Casal del Marmo, dovranno attendere per l’interrogatorio di garanzia, non ancora fissato.

La ragazzina, come spiega l’avvocata Maria Grazia Lepore, porta con sé gli strascichi di un incubo, tra crisi di pianto e giornate di scuola saltate. Anche l’uscita quotidiana è diventata traumatica, ma la ragazza si dice in parte sollevata poiché non c’è il rischio di incrociare i tre lungo il proprio cammino.

“Bisogna agire a monte e non solo a valle del fenomeno. Noi, come Comune, stiamo già operando su questo campo, ma si può e si deve fare ancora di più, soprattutto in sinergia con il mondo della scuola”. Così all’ANSA il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, a commento dell’arresto di tre giovanissimi . “Nel rispetto della presunzione di non colpevolezza, gli arresti attestano senz’altro l’esistenza di un quadro indiziario grave e concludente”, ha aggiunto il sindaco. “Al di là dell’aspetto prettamente giudiziario — ha concluso Tirabassi — resta il tema sociale e culturale, quello dell’inaccettabile mancanza di rispetto verso i diritti fondamentali della vittima, a cominciare dal diritto di dire no'”.

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