Violenza sulle donne, le case rifugio restano vuote

Sono a disposizione da nove mesi, ma sono rimaste vuote: “Nessuna domanda” dice l’assessore al Sociale Attilio D’Andrea, ma secondo le associazioni del settore non è perché non ce ne sia bisogno, piuttosto perché non esiste un protocollo e l’informazione adeguata.

Le due Case rifugio istituite, anzi messe a disposizione, dal Comune di Sulmona il 27 novembre scorso per le donne vittime di violenza, sono ad oggi inutilizzate. Non una sola inquilina, né pagante, né gratuitamente, ha fatto richiesta e questo nonostante i casi di donne in difficoltà non manchino.

Troppo stringenti a quanto pare i criteri per accedere, tanto che le poche richieste avanzate tramite le associazioni che si occupano di violenza sulle donne sono state rigettate perché non rispondevano ai parametri stabiliti a novembre nella delibera di giunta.

Tra questi quello di risiedere nel Comune di Sulmona da almeno sei mesi e la sottoscrizione di un’autodichiarazione che le impegna ad attivarsi nella ricerca di un lavoro al fine di ottenere l’autonomia sufficiente a svincolarsi dal benefit. Oltre a non avere dipendenze da alcol o droghe.

Le due Case rifugio, infatti, possono essere date per un anno (prorogabile fino a due), anche gratuitamente e con le utenze pagate (che di questi tempi non è poco) o ad un canone calmierato nel caso la donna vittima di violenza abbia un reddito.

Ad incidere però sull’assenza di richieste, potrebbe essere il meccanismo che, probabilmente, è da migliorare. L’assegnazione della casa viene fatto su segnalazione dei servizi sociali a seguito di un accertamento o su segnalazione delle associazioni che operano nel settore.

“Abbiamo fatto ad aprile scorso una richiesta al Comune per definire un protocollo e aprire un tavolo con tutti gli operatori del settore – spiega Gianna Tollis, presidente de La Diosa –. E’ vero che i parametri sono fissati dalla delibera, ma serve un confronto operativo per rendere efficace questo utile strumento. Bisogna che le donne sappiano di avere un perimetro protetto e la possibilità di rifugiarsi in una casa, perché già decidere di fare il grande passo e allontanarsi dal compagno o marito violento richiede una grossa prova di volontà e coraggio”.

Perché da vincere non ci sono solo le violenze di genere, ma anche una cultura che della violenza di genere è frutto e che si alimenta di paure e insicurezza.

2 Commenti su "Violenza sulle donne, le case rifugio restano vuote"

  1. ecco la nostra politca del nulla | 26 Agosto 2022 at 12:43 | Rispondi

    povere donne umiliate offese,bistrattate,che nn possono usufrire di case rifugio,e tutto grazie e solo alla politica inutile inefficente del nostro COMUNE e assessorato al ramo,
    e tutto perche mancherebbe un” PROTOCOLLO e l’informazione adeguata”…
    cambiate mestiere

    • Ma è certa che le colpe siano del Comune e non delle associazioni che dovrebbero fare per propria missione la dovuta informazione?
      Si parla tanto di protocollo (alias “linee guida”), ma è già stato indicato dal Comune.
      Nell’articolo si legge:”L’assegnazione della casa viene fatto su segnalazione dei servizi sociali a seguito di un accertamento o su segnalazione delle associazioni che operano nel settore”, quindi?
      L’associazione intervenuta chiede chiaramente una “ampia apertura ai limiti imposti”, e la stessa lo riconosce: “Troppo stringenti a quanto pare i criteri per accedere, tanto che le poche richieste avanzate tramite le associazioni che si occupano di violenza sulle donne sono state rigettate perché non rispondevano ai parametri stabiliti a novembre nella delibera di giunta”.
      Quindi una pesante rimozione delle regole di accesso precedentemente e questo le sembra corretto? Il Comune deve anche tutelarsi e non va scambiato per un’opera pia (religiosa quanto quelle senza scopo di lucro – ma esistono? -).
      Quindi almeno essere chiari in cosa chiedere:
      – l’allargamento delle beneficiare al bacino della vallata? (è giusto?);
      – quali abolire delle regole imposte? L’impegno alla indipendenza economica?
      – la possibilità di ospitare donne con storie di alcool o droghe in essere?

      Informazione il Comune di Sulmona la fa e basta digitare su di un motore di ricerca: comune Sulmona case rifugio – e dai risultati che ne escono fuori si potrà notare l’attività e le comunicazioni messe in campo dal Comune e leggendole, forse scaturirà che le vere/altre motivazioni sono bene altre, forse ad altri farne d’informazione ma senza strumentalizzarla!

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