Volume basso, bagni e collaborazione del Cogesa: le mosse per regolare la movida

(ph. Umberto D’Eramo)

Musica più bassa e bagni chimici nel centro storico. Queste sono le misure per contenere il degrado creato da quei soggetti incivili che fanno parte della movida notturna, venute fuori dall’incontro svoltosi questa mattina, a palazzo San Francesco, tra il sindaco Gianfranco Di Piero, gli assessori Catia Di Nisio, Attilio D’Andrea e Katia Di Marzio, con i titolari di bar, ristoranti e alberghi del centro storico.

Amministratori comunali ed esercenti hanno concordato che la diffusione della musica sarà limitata nel volume, a partire dalla mezzanotte e alle 1.30 la diffusione della musica all’esterno dei locali dovrà essere sospesa. Resta libera la facoltà degli esercenti di diffondere musica all’interno del proprio locale. In zone del centro storico, dove più consistente è l’afflusso di giovani, saranno collocati bagni chimici, la cui gestione sarà affidata direttamente agli esercenti. Infine nelle zone dei locali saranno collocati anche mastelli per la raccolta dei rifiuti.

Al riguardo verrà chiesta la collaborazione del Cogesa. “L’incontro di questa mattina è stato caratterizzato da spirito di collaborazione e in questo clima sono state contemperate le diverse esigenze, sia quelle dei titolari degli esercizi commerciali, sia quelle dei residenti nel centro storico”, ha dichiarato l’assessore D’Andrea. E’ importante che si operi tutti come appartenenti ad una stessa comunità e questo ci rende tutti responsabili – ha sottolineato l’assessore Di Nisio -. Adottare ordinanze per porre divieti o limiti sarebbe un fallimento per tutti”.

Non si è discusso, invece, dei grandi eventi che potrebbero arricchire la prossima estate sulmonese. Un tema che non si può ulteriormente procrastinare se si vuole organizzare un cartellone estivo di livello anche attraverso l’opera degli esercenti.

14 Commenti su "Volume basso, bagni e collaborazione del Cogesa: le mosse per regolare la movida"

  1. Elisabetta Bianchi | 4 Novembre 2022 at 22:15 | Rispondi

    Bagni chimici in centro storico? una soluzione da passare sicuramente al vaglio della Soprintenza…e poi è assolutamente necessario capire chi pagherà il servizio di coproturismo

    • Certo, sarebbe tanto bello una batteria di bagni chimici bene in vista sulle gradinate dell’Annunziata, ovviamente da lasciare fissi a dimora. E che vuoi: la mattina presto lì rimuovi e nel tardi pomeriggio li rimetti?

  2. I vicoli tra via Di Nino e l’Annunziata sono un pisciatoio all’aria aperta con giovanotti trogloditi e maleducati, ubriachi e drogati che insultano e continuano ad urinare nonostante i richiami in tempo reale di noi residenti. Chiusura dei bar alle 24 e presidio delle forze dell’ordine, sono l’unica soluzione, considerata l’educazione dei frequentatori del centro storico nelle ore notturne.

  3. … “ adottare ordinanze per porre divieti o limiti sarebbe un fallimento per tutti”…
    Ecco, allora, abbiamo detto tutto… la possiamo finire qui.

  4. Bagni chimici e pulizia, d’accordo, ma a spese dei bar/locali che vendono e guadagnano con i loro cocktail, no a spese dei cittadini!

  5. Vincenzo Leombruno | 5 Novembre 2022 at 08:23 | Rispondi

    Bagni chimici? Aprite qualche cantiere? Semplicemente non si può sentire…

  6. bene,movida? Intensa e vivace vita artistica e culturale notturna,quindi la movida non ci azzecca nulla, le solite chiacchiere del borgo piu’ bello d’italia…la realta’ e’: per qualche dollaro/drinks in piu’,in tutto il Mondo, Ibiza inclusa,nei centri storici ,dopo la mezzanotte si spegne la musica ,ovvio che il brusio/vociare e’ tollerato/limitato (non ammesso il distrurbo) fino e non oltre le ore 1.30,poi ci si diverte nei locali tecnicamente adeguati ( isolamento acustico )a fare festa fino al mattino,dunque non e’ difficile ,basta imitare/adottare le strategie vincenti,punto,anche per il decoro e il contrasto al degrado urbano ed a tutela del patrimonio storico, artistico e monumentale,basterebbe” copiare “un ordinanza di divieto di bivaccare, sedersi, sdraiarsi, e fermarsi per consumare alimenti o bevande nei luoghi/siti/spazi di cui gli attrattori turistici,accade ovunque quindi nulla di eccezionale,oltretutto le licenze per la vendita di alimenti e bevande sono limitate alla superficie di somministrazione (art. 49 L.R. 62/2018) ovvie le ragioni…altro che bagni chimici,e basta,o no?

  7. Tutte le telecamere di sorveglianza installate nel centro storico a cosa servono? Basterebbe individuare e riconoscere gli ignoranti e propinare loro una bella sanzione amministrativa come previsto dalle norme, così imparano per le prossime volte. Tanto il reato è stato depenalizzato.

  8. musichiere, bravo a scrivere, aprilo tu un ‘locale tecnicamente adeguato` qui a Sulmona per far divertire i ns giovani, ma dai!
    ci vuole solo un pò di tolleranza, diffondere un po di educazione (incominciando a mettere contenitori per i rifiuti a spese del comune e far pulire le strade visto che il sabato passeggiano decine di cani che offrono gratis pipi qui e la) ed identificare e punire i POCHI DEFICIENTI che rovinano le serate alla STRAGRANDE MAGGIORANZA delle persone che frequentano i locali

    • Bella questa, gli incassi vengono fatti dagli esercenti ed i contenitori devono essere messi dal Comune!
      Ha pienamente ragione Musichiere e basterebbe una ordinanza che vieta di consumare all’esterno degli spazi concessi agli esercizi commerciali. Infine i servizi igienici per ciascun locale andrebbero adeguati al numero di presenze.

      • i rifiuti qui a Sulmona li ritira comunque il Cogesa, non è il problena del contenitore. lo deve mette a disposizione il comune e resta di proprietà del Comune, cosa che dovrebbe fare per tutte le attività ludo ricreative dalle manifestazioni in piazza ed il semplice werk end che nel corso aumentano i ‘produttori’ di rifiuti

    • io mi ricordo che anni fa, all’interno della movida di sulmona pescaea roma ecc co stavano agenti di polizia in borghese che coordinavano (vabbe facevano le soffiate) a quelli cge stavano in divisa

  9. I bagni chimici chi dovrebbe pagarli? La totalità dei contribuenti per un banalissimo sabato? Fateli pagare agli esercenti. Non credo che a Pescara dove la movida ha numeri da capogiro rispetto al nostro “paesello” ci siano questi bagni.

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