Acerbo: Luciano D’Alfonso rimanga in Regione

Arriva anche la nota di Maurizio Acerbo – segretario nazionale di Rifondazione Comunista e candidato alle ultime elezioni nella lista Potere al Popolo – sul tira e molla del governatore Luciano D’Alfonso che ancora non ha sciolto le riserve su quale dei due ruoli che attualmente ricopre – senatore e presidente di Regione – sceglierà.

Acerbo però va controcorrente e non chiede le dimissioni da governatore bensì da senatore: “Giustamente le opposizioni consiliari chiedono le immediate dimissioni. Sul piano della legittimità è una richiesta sacrosanta. Ma ritengo che politicamente i suoi sodali del PD dovrebbero avanzarne un’altra: D’Alfonso rimanga in Abruzzo invece di fuggire a Roma grazie al seggio sicuro che si è contrattato con Renzi. Se è davvero convinto di aver ben governato rimanga in carica e affronti le prossime elezioni regionali. Dato che ha chiesto i voti per fare il ministro e portare l’Abruzzo al governo mi sembra chiaro che non sia in grado di onorare l’impegno con gli elettori. In questo parlamento dopo la debacle del PD a D’Alfonso non resta che poltrire all’opposizione, attività che ha sempre definito con termini dispregiativi come “pozzangherismo” o “palude”.”

“Visto che il ministro non lo può fare D’Alfonso – incalza ancora Acerbo – continui a fare il presidente e si presenti in quanto tale alla scadenza naturale di fronte agli elettori. Zingaretti d’altronde ha vinto. Cosa teme il superuomo della Regione Abruzzo? Se è così bravo perché lasciare la trincea proprio adesso? Si assuma con dignità le sue responsabilità invece di chiedere ad altri di immolarsi in sua vece. Se nel centrosinistra abruzzese qualcuno ha spina dorsale – cosa che dubito visto che tutti accettarono la candidatura di un personaggio come D’Alfonso – chieda che D’Alfonso rimanga Presidente e eviti alla Regione elezioni anticipate. D’Alfonso vanta grandi risultati: bene, li spieghi agli abruzzesi e si presenti alle elezioni”.

Recentemente era stato il gruppo in regione del Movimento 5 Stelle che era intervenuto chiedendo le immediate dimissioni e quindi lo scioglimento del consiglio regionale. D’Alfonso dal canto suo ha già dato un’interpretazione tutta personale di come debba essere gestita la fase delle dimissioni arrivando a scomodare perfino l’illustre costituzionalista Costantino Mortati. La realtà è che visto l’esito incerto della legislatura, il governatore vuole accertarsi che questa prenda definitivamente il via con la formazione di un nuovo governo perciò sta prendendo tempo. Lo stesso che gli serve per scongiurare un ritorno alle urne nella nostra Regione nella quale i segni delle ultime forzature politiche in sede di formazione di liste e la debacle assoluta riportata con il voto hanno gettato il centrosinistra in una crisi profonda che lo condannerebbe alla sconfitta assoluta.

Savino Monterisi

 

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