Anziano sucida nella casa di cura, a giudizio il proprietario di Villa Franca

Dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo in qualità di amministratore della società che gestiva nel 2016 la casa di riposo Villa Franca a Castelvecchio Subequo dove nel novembre di quell’anno uno degli ospiti, Sauro Fasciani, precipitò dal terrazzo posto al secondo piano, morendo qualche giorno dopo.
Paolo Salutari, 48 anni imprenditore di Sulmona, è stato rinviato a giudizio ieri dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona Giuseppe Ferruccio per avere, in particolare, negligentemente accolto nella struttura questo paziente che era affetto da un disturbo schizofrenico cronico e che quindi avrebbe avuto bisogno di una assistenza medica continua e non avrebbe quindi potuto soggiornare in una semplice residenza per anziani quale era Villa Franca. E ancora perché, comunque, sostiene l’accusa, si sarebbe dovuto alloggiare in una stanza al pian terreno, debitamente protetta da sbarre.
Nel corso delle indagini seguite alla morte, in realtà un suicidio, dell’anziano, poi, si scoprì che la struttura era priva del certificato antincendio pur ospitando più di venticinque pazienti, motivo per il quale Salutari, il prossimo 7 gennaio, dovrà rispondere anche dell’accusa di violazione delle norme in materia.
Prescritta, invece, è l’accusa di falso che gli era stata contestata per aver contraffatto un timbro del protocollo del Comune di Castelvecchio attestante la richiesta di variazione della tipologia di prestazioni.
Salutari è difeso dall’avvocato Alessandro Scelli.

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